Storie Web sabato, Gennaio 17
Egm ai raggi X: Lindbergh registra un balzo dei ricavi del 51,4%

A fine 2021, in occasione del debutto all’Egm, l’attività della cremonese Lindbergh presentava notevoli similitudini con quella di una recentissima “matricola”, la genovese RT&L: servizi e soluzioni di logistica (sebbene Lindbergh sia focalizzata sulla logistica terrestre e RT&L su quella marittima). Da tempo però non è più così: un’intensa campagna acquisizioni ha fatto sì che attualmente Lindbergh si possa definire, in breve, come un’azienda attiva essenzialmente nell’assistenza tecnica, che si coniuga in tre linee di business: Network e Warehouse Management (servizi di logistica e assistenza alle reti di manutentori itineranti), Waste Management e Circular Economy (servizi di gestione di rifiuti industriali e produzione di materiali riciclati tracciati) e Hvac (assistenza e manutenzione di impianti di riscaldamento, raffrescamento e ventilazione, settore quest’ultimo che fa capo alla sub-holding Smit Srl).

I numeri

E così nel primo semestre 2025 il gruppo Lindbergh ha visto balzare i ricavi del 51,4% a 15,8 milioni. Ma tale forte incremento è dovuto in gran parte alla linea di business Hvac il cui giro d’affari, anche grazie alle continue acquisizioni, è passato da 2,2 a 7,2 milioni e rappresenta oggi il 45,7% dei ricavi caratteristici consolidati. D’altra parte, fino a giugno 2025 il gruppo ha acquisito, nell’ordine, Itr Srl ed Eco Manutenzioni Impianti Srl (attive nella provincia di Roma) e un ramo d’azienda di Alfatermica Srl.

Il settore più “tradizionale” del Network e Warehouse Management ha evidenziato ricavi stabili (+0,8% a 6,2 milioni), mentre il comparto Waste Management e Circular Economy è salito del 27,2% a quasi 2,3 milioni. Il sorpasso del business Hvac sugli altri due settori è quindi già avvenuto.

Si dirà che in genere la crescita per linee esterne porta, almeno nell’immediato, all’erosione dei margini a causa delle tempistiche di integrazione ed ovviamente all’incremento degli oneri finanziari. Per Lindbergh ciò è avvenuto in misura relativamente limitata (ricordiamo che si tratta di società di servizi, con strutture molto più snelle rispetto alle aziende di produzione). Infatti nel primo semestre 2025 l’ebitda è balzato del 36,2% a 2,8 milioni, l’ebit del 45,7% a 1,7 milioni e l’utile netto del 28,1% a 1,07 milioni. Questo per effetto di oneri finanziari netti più che raddoppiati da 81.400 a 164.300 euro e un’incidenza fiscale in aumento dal 26,4% al 29,1%. Quanto agli ammortamenti – la voce di conto economico che per lo più si incrementa nel caso di acquisizioni – quelli per immobilizzazioni immateriali sono infatti passati da 133.400 a 179.400 euro e quelli per diritti d’uso da 440.800 a 589.000 euro.

Al 30/6/2025 l’indebitamento finanziario netto ammontava a 5,27 milioni, in aumento rispetto ai 3,4 milioni di fine 2024, e dava luogo a un rapporto Debt/Equity di 0,55 volte (quindi comunque contenuto); le acquisizioni effettuate nel periodo hanno determinato un esborso complessivo di 1,44 milioni, che corrisponde a circa il 78% dell’incremento totale del debito. Il 2024 si era chiuso con una perdita (dovuta ai risultati della controllata francese dismessa nel corso dell’esercizio), e di conseguenza non vi sono stati esborsi per dividendi.

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