
Livello di indebitamento fisiologico anche post pagamento dividendi
L’indebitamento finanziario netto al 30/6/2025 ammontava a 10,7 milioni (dando luogo a un rapporto Debt/Equity di 0,66 volte, quindi su valori assolutamente fisiologici), in diminuzione rispetto ai 15,3 milioni di fine 2024 grazie al cash flow operativo. Il dato non comprende però il pagamento del monte dividendi di 1,8 milioni (0,15 euro per azione) relativo al dividendo 2024, posto in pagamento il 17 settembre 2025; il pay-out è stato pari al 48% dell’utile netto della capogruppo (circa il 53% dell’utile netto consolidato). Anche includendo tale cifra comunque la struttura finanziaria di Espe rimane solida.
Poiché Espe, data l’attività svolta, lavora su commessa, non sono possibili proiezioni puntuali dei risultati del secondo semestre 2025. Tuttavia va ricordato che nella prima parte dello scorso esercizio sono state portate a termine (fra le più rilevanti) 4 commesse per impianti fotovoltaici a terra in Piemonte, Veneto, Lombardia e Sicilia per un controvalore complessivo di 14,2 milioni ed inoltre al 30/6/2025 erano presenti lavori in corso su ordinazione per 39,9 milioni in buona parte riferiti all’esercizio 2025. Di questi fa parte la già citata commessa per impianti agrivoltaici da 4,7 milioni, oltre a tre contratti sottoscritti nel mese di maggio per impianti fotovoltaici a Brindisi, Fermo e Perugia per un controvalore complessivo di 10,9 milioni nonché due installazioni di impianti fotovoltaici in provincia di Teramo per un controvalore di 4,4 milioni.
Il secondo semestre 2025 quindi dovrebbe essere stato per Espe particolarmente proficuo. Di competenza del primo semestre 2026 è invece la commessa per un impianto fotovoltaico in provincia di Siena del controvalore di 3,8 milioni mentre vi è una piccola commessa biennale da 1 milione per la manutenzione di un impianto in provincia di Viterbo. Sempre nel primo semestre 2026 dovrebbe essere completata la commessa relativa alla realizzazione in Emilia-Romagna di un progetto pilota a livello europeo basato su innovativi sistemi Bess (batterie, ndr), ed importante in quanto prevede la riqualificazione di un’ex area industriale dismessa destinata a diventare un polo per l’energia rinnovabile (con potenzialità quindi per ulteriori commesse ad Espe).
Non bisogna dimenticare che a fine luglio è stato acquisito il 51% di Secur Impianti, azienda attiva nel settore dei sistemi di sicurezza e videocontrollo che a sua volta controlla Brain Room Srl, specializzata in soluzioni di videosorveglianza per impianti fotovoltaici basate sull’intelligenza artificiale. Questa acquisizione consente a Espe di ampliare il panel di servizi offerti ai committenti di impianti fotovoltaici e non incide sul livello del debito (l’importo è stato di 765.000 euro con pagamenti dilazionati fino a fine 2026, ed inoltre contestualmente è stato ceduto il 10% della partecipazione in Reflow, attiva nei servizi di manutenzione e che rimane comunque controllata, a 150.000 euro, con incasso entro fine gennaio 2026).
Emesso minibond da 2 milioni anche per sostenere il piano di investimenti
Come mai allora Espe ha fatto ricorso all’emissione di un’obbligazione (in realtà un minibond, da soli 2 milioni) a fine novembre 2025? La struttura finanziaria del gruppo come si è visto è solida, ma Espe sta realizzando a Carmignano di Brenta (Padova) un nuovo impianto industriale da 10.250 mq. (di cui 2.825 coperti) destinato a ospitare magazzini ed uffici ma anche le linee di produzione delle cabine elettriche (Power Skid e Power Shelter, trasformatori e sistemi di distribuzione) che costituiscono una peculiarità dell’offerta del gruppo e sono state presentate al mercato nel corso della fiera Intersolar Europe 2025 di Monaco di Baviera. Naturalmente il nuovo stabilimento sarà dotato di un impianto fotovoltaico della potenza installata di oltre 400 kWp. Inoltre non sono escluse ulteriori operazioni di crescita per linee esterne.










