Le origini in una cometa
La storia di quella particella, però, è cominciata molto lontano. Nel caso delle Perseidi, i frammenti provengono dalla cometa 109P/Swift-Tuttle, un corpo ghiacciato che orbita attorno al Sole con un periodo di circa 133 anni e che, passando nelle regioni interne del Sistema solare, lascia lungo il proprio percorso gas e polveri.
Le comete sono oggetti composti da ghiacci, polveri e materiale roccioso. Quando si avvicinano al Sole si riscaldano e liberano materia dalla loro superficie: è questo materiale che va a formare la chioma e la coda cometaria, rendendo la cometa visibile e disseminando lungo l’orbita una grande quantità di detriti minuscoli.
Ad agosto la Terra attraversa proprio una di queste regioni ricche di particelle lasciate dalla Swift-Tuttle. Il fenomeno assomiglia, in un certo senso, all’ingresso in un banco di nebbia: il nostro pianeta si muove nello spazio intercettando quella nube diffusa di frammenti, e alcuni di essi penetrano nell’atmosfera, accendendo nel cielo la pioggia meteorica delle Perseidi.
Anche il colore della scia può dare qualche indicazione sulla composizione del materiale e sulle condizioni fisiche del fenomeno. Le tonalità osservate dipendono infatti sia dagli elementi presenti nel meteoroide sia dai gas atmosferici coinvolti nel riscaldamento, e per questo le sfumature possono variare dal giallo al verde, dal rosso all’azzurro.
Il discorso, però, non riguarda soltanto le notti di agosto. La Terra riceve continuamente polvere dallo spazio interplanetario: una quantità che, su scala annua, viene stimata in migliaia di tonnellate, anche se distribuite in frammenti minuscoli, quasi sempre invisibili nella vita quotidiana.
