Storie Web lunedì, Gennaio 19
Dolore cronico, in Italia ne soffrono oltre 10 milioni di persone

Cos’è davvero il dolore cronico: una questione di sistema

Il dolore cronico non nasce sempre da una frattura evidente. Può essere eredità di un intervento chirurgico, conseguenza di un trauma, oppure associato a malattie croniche come artrite, artrosi, disturbi muscoloscheletrici. Nel mio caso, è il risultato degli interventi, di una lesione al midollo, di una postura chirurgica scorretta, di un sistema nervoso centrale sovraccaricato.

La diagnosi, però, non basta. Spesso manca una presa in carico integrata: fisioterapia, riabilitazione, accompagnamento psicologico, cure del dolore. E nei casi acuti, la soluzione non può essere una pastiglia. Per non parlare dei tentativi interventistici: denervazione, laser, ionoforesi, neurostimolazione midollare, radiofrequenza, pens. Il dolore non passa e quanto costa tutto questo in termini psicologici, sociali, emotivi e di indipendenza economica?

Quanto ci costa, davvero

Come se non bastasse soffrire, chi convive con dolore cronico sopporta anche un peso economico enorme. Secondo il Censis / Grünenthal report “Vivere senza dolore”, il costo sociale — fra spese sanitarie, perdita di produttività, assistenza, carico familiare — raggiunge i 61,9 miliardi di euro l’anno.

In media, ogni paziente spende circa 6.300 euro all’anno, una cifra che per molti significa rinunce, tagli su cure, lavoro, tempo libero. Non è l’unico debito che paghiamo, anche in termini di dignità. E poi troppe volte non si crede ai malati di dolore cronico: dai familiari, dai colleghi, dai medici. E anche in questo senso, si può parlare di gender gap: perché sono le donne a scontare uno scetticismo maggiore.

Il dolore con disuguaglianza di genere

Il dolore cronico non è distribuito equamente. In Italia — e non solo — sono le donne a farne maggiormente le spese. Secondo lo studio AISD/EHIS, circa il 60,7% delle persone affette da dolore cronico sono donne.

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