Quindici mesi, un percorso che più volte è sembrato arenarsi, fino a ieri, quando è arrivata l’autorizzata dal governo italiano ai sensi della normativa in materia di golden power: Nuburu, società americana, attiva nei settori della difesa e della sicurezza dual-use, è stata autorizzata dal governo italiano ad acquisire il 70% di Tekne, un’operazione da poco meno di 35 milioni, basata su una valorizzazione pre-money dell’azienda pari a 52 milioni: 29,692 milioni sono stati destinati alla ricapitalizzazione, di cui 20,692 milioni già erogati e altri 9 milioni che arriveranno nei prossimi giorni; altri 5,2 milioni serviranno per l’acquisto di un ulteriore 10% dagli azionisti storici. Oltre l’85% delle risorse dell’operazione è destinato direttamente a Tekne, al suo rafforzamento patrimoniale, al capitale circolante e al rilancio produttivo, e non ai soci venditori. Nuburu, in pratica, assume non soltanto il controllo della società, ma anche il rischio industriale e finanziario connesso al suo risanamento.
Il Centro tecnologico di Ortona, in Abruzzo, diventerà così il punto di convergenza tra capacità produttiva italiana, software, elettronica, mobilità speciale e tecnologie avanzate provenienti dall’ecosistema Nuburu. L’azienda Usa, con management tutto italiano, non ha acquisito semplicemente un produttore di veicoli, ma punta a costruire in Italia una piattaforma sviluppata attorno a sei direttrici tecnologiche: sistemi laser non cinetici e counter-UAS, comunicazioni tattiche laser resistenti al jamming, manifattura additiva sul campo, power beaming, comunicazioni laser subacquee e comunicazioni ottiche satellitari.
«L’obiettivo è presentarsi sui mercati internazionali non come fornitore di un singolo prodotto, ma come piattaforma modulare capace di integrare più tecnologie in soluzioni complete» spiega Alessandro Zamboni, co-ceo ed executive chairman di Nuburu. Una strategia, all’interno di un piano industriale quinquennale molto ambizioso, che prevede che Tekne possa generare ricavi cumulati per il periodo 2026-2030 pari a circa 565 milioni (il 2025 si è chiuso con circa 37 milioni di ricavi), con una crescita occupazionale pari a circa 370 unità entro fine piano (oggi gli addetti sono 180).
Il closing per l’acquisizione del 70% è previsto nel mese di settembre. «Tekne non sarà semplicemente una società del gruppo – sottolinea Zamboni -, ma il fulcro della nostra piattaforma integrata per difesa e sicurezza in Italia. Vogliamo consolidarne l’impronta industriale e tecnologica e rafforzarne il ruolo nei programmi nazionali, europei e Nato». Del resto, le prescrizioni del governo parlano chiaro a proposito di quello che dev’essere il mercato, anche se restano salvaguardati i rapporti commerciali già esistenti e le commesse pregresse di Tekne verso Paesi terzi, sempre nel rispetto delle autorizzazioni e dei controlli applicabili.
