Una piattaforma digitale dedicata ad aziende, Pmi, start-up e a tutti coloro che vogliono collaborare con la Difesa. Ora in fase sperimentale, sarà pienamente operativa da ottobre, raggiungibile dalla homepage del ministero.
Con un duplice scopo. Da un lato, garantire una parità di trattamento nei confronti delle diverse realtà produttive e del settore industriale di interesse del ministero, anche a quelle che non sono “pesi massimi” del settore e magari non sanno a chi rivolgersi, il tutto nel rispetto dei principi di correttezza, legalità e imparzialità. Dall’altra mettere a disposizione del personale della Difesa una sorta di “ombrello”, che li tuteli nel caso in cui vengano in contatto, senza saperlo, con persone “poco raccomandabili”.
La nuova piattaforma
Giovedì 14 maggio è stato presentato presso la Biblioteca Centrale dell’Esercito a Roma il “portale e l’app dei portatori di interesse”, che costituiranno strumenti finalizzati a rendere più moderna ed efficiente la gestione delle relazioni istituzionali tra l’amministrazione della Difesa e gli stakeholder, attraverso procedure regolamentate e tracciabili. «L’ho fortemente voluta – ha confidato il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenuto alla presentazione dell’iniziativa -. Non solo ne ho riconosciuto il valore: l’ho voluta, l’ho spinta, ci abbiamo messo due anni e mezzo. I nostri problemi sono stati la privacy e la costruzione legislativa, come tutti potete immaginare, per superare gli statuti della privacy. Partirà a ottobre, perché abbiamo bisogno di sperimentarla, abbiamo bisogno che le persone si impratichiscano e che comprendano i valori».
Cuore del progetto sono l’“Elenco dei portatori di interesse” e il “Registro degli incontri con i portatori di interesse”, strumenti introdotti dai decreti ministeriali del 2025 e del 2026 per disciplinare in maniera chiara e tracciabile i rapporti tra il personale della Difesa e i rappresentanti dei settori produttivi di interesse del dicastero. L’“Elenco” consentirà ai soggetti interessati di registrarsi ufficialmente per interagire con il ministero, mentre il “Registro” permetterà di tracciare e monitorare tutte le attività di contatto e interlocuzione, rafforzando accountability e fiducia istituzionale.
Crosetto: «questa app serve a dare libertà a chi lavora per la difesa»
«Questa app serve a controllare? – si è chiesto il ministro – No – ha risposto – . Questa app serve a dare libertà a chi lavora per la difesa. Perché c’è un doppio filtro. Il primo è che le persone devono accreditarsi per lavorare in difesa. Sta a noi fare in modo che le aziende, le persone che si accreditano sono persone che possiamo incontrare normalmente. Nessuno non sa la storia delle persone, nessuno le può sapere. Se si sono dovute registrare su un sito, e se c’è un filtro, ognuno di noi che incontra una persona sa di incontrarla con una certa tranquillità. Dopo faremo in modo che quel filtro diventi sempre più in grado di intercettare qualunque possibilità di ingresso malvagio. Però non può essere chi incontra una persona a dover fare la storia di quella persona, perché nessuno di noi ha la possibilità di farlo».












