Storie Web giovedì, Luglio 23

«Finché la situazione è così nello Stretto di Hormuz, noi non entriamo con le navi, questo è poco ma sicuro». A parlare è Diego Aponte, presidente di Msc e figlio del fondatore del fondatore del gruppo. Adesso, prosegue, «dobbiamo vedere cosa succede nell’altro Stretto, quello di Bab-el-Mandeb, perché pare che abbiano aperto il fuoco su due navi questa mattina e, dunque, tutto diventa più complicato, adesso, sia per il traffico delle petroliere che per il traffico delle portacontainer. Noi, comunque, continuiamo a navigare via Capo di Buona Speranza, non prendiamo nessun tipo di rischio per salvaguardare i nostri equipaggi, che è la cosa che conta di più. Vediamo come andrà a finire».

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Aponte, che è al vertice della compagnia numero uno al mondo per il trasporto di contenitori, ha parlato a margine della cerimonia di consegna dell’unità da crociera Explora III (del brand Explora journeys di Msc cruises), realizzata presso la stabilimento Fincantieri di Genova. Soffermandosi non tanto sull’evento quanto sulla situazione del settore cargo, l’armatore ha ricordato, la politica di abbattimento delle emissioni emissioni applicata dal gruppo anche nel trasporto container. Da un lato, «con il cold ironing» (cioè l’alimentazione elettrica, da terra, delle navi all’ormeggio) e «ovviamente – ha aggiunto – anche con tutte le navi a Gnl, dunque dual fuel. Penso che abbiamo impostato la direzione, perlomeno del settore delle portacontenitori e credo che, anche se il Gnl non ci porterà a zero, comunque ci dà un bel 25% in meno di emissioni. Il che, a mio parere, è già molto importante, con l’orderbook che abbiamo relativo al naviglio nuovo: contribuirà sicuramente molto positivamente all’ambiente».

Orderbook da circa 130 unità

Quanto al numero delle unità in ordine, «non ve lo ricordo – ha detto Aponte a chi gli chiedeva di quantificarlo – lo lasciamo appositamente fluido. Comunque sono un bel po’ di navi, saranno 130». Ha poi aggiunto che Msc continuerà a investire nell’acquisizione di banchine portuali. «Qualsiasi terminal – ha detto – è importante per il nostro gruppo, dunque continueremo ad investire».

L’armatore ha anche affermato di «vedere bene» il mercato dei container: «Il nostro è un mestiere legato al Pil e, come sapete, alla demografia. Dunque, finché Pil e demografia crescono, il settore delle portacontainer, secondo me, va bene. Ovviamente bisogna vedere cosa succede con questa situazione geopolitica; se si riapriranno gli stretti, ovviamente, ci sarà un po’ più di naviglio sul mercato, però non sono preoccupato».

Riguardo alla possibilità di praticare una rotta artica, Aponte è tranchant: «È un passaggio sbagliato e pericoloso per l’ambiente. Noi saremo sempre contro e, dunque, la rotta artica non la toccheremo». Relativamente, infine, alla posizione assunta dall’Ue in merito alla revisione dell’Ets, «sono stati fatti degli errori – dice l’armatore- non è stato ancora votato niente e se ne parlerà alla fine dell’anno. Ma quello che è stato messo sul tavolo per il problema dei porti non è stato risolto».

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