Storie Web sabato, Giugno 22
Notiziario

Oltre 100mila fra aziende e organizzazioni di vario genere in più di 60 Paesi, fra cui spiccano la metà di quelle incluse nella classifica Fortune 500: questo il biglietto da visita in formato business di DeepL, startup tedesca che in tempi non sospetti (è stata fondata nel 2017 e il mese scorso ha annunciato un investimento da 300 milioni di dollari guidato da Index Ventures) ha puntato sull’intelligenza artificiale per offrire ai propri utenti uno strumento veloce ed efficace (nonché gratuito nella sua versione base) per tradurre e scrivere testi in diverse lingue all’altra. Di queste ore, invece, è l’annuncio di DeepL Enterprise, e cioè l’estensione della piattaforma di AI linguistica per il mondo aziendale, che sarà disponibile in tutto il mondo, Europa (ed Italia) naturalmente compresa.

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Lo scenario: nove aziende su dieci pronte ad adottare la Gen AI

L’annuncio di DeepL per le imprese si colloca in uno scenario che, come spiegano i portavoce dell’azienda tedesca, vede la stragrande maggioranza dei decision maker aziendali (il 90% secondo una recente ricerca di Forrester) avere in programma di adottare l’intelligenza artificiale generativa per un uso sia interno all’organizzazione sia rivolto ai clienti, con quasi la metà di loro (il 47%) che cita l’aumento della produttività come obiettivo principale. E nel solco di una crescita esponenziale della domanda per le soluzioni basate sulle tecnologie degli algoritmi, l’AI linguistica è emersa come uno degli investimenti strategici più importanti che le grandi organizzazioni possano fare in termini di efficienza operativa, migliore esperienza cliente e apertura ai mercati internazionali. Sul piatto, inoltre, DeepL prova a mettere i numeri a tre cifre che misurano il Roi relativo agli investimenti operati da diverse aziende sulla piattaforma, soprattutto per ciò che concerne la riduzione dei tempi di traduzione (si arriva al 90% rispetto alla stessa operazione effettuata da un essere umano) e del carico di lavoro, ridotto del 50%. “Per rimanere competitive e aumentare i ricavi – ha spiegato al Sole24ore.com il Chief Revenue Officer di DeepL David Parry-Jones – sempre più aziende italiane devono ottimizzare le loro operazioni su scala internazionale o entrare per la prima volta in nuovi mercati e, di conseguenza, hanno necessità di localizzare con maggiore precisione i loro contenuti e le loro comunicazioni per rispondere a una tendenza, confermata da uno studio di CSA Research, che vede tre consumatori su quattro essere più propensi ad acquistare un prodotto se le relative informazioni sono disponibili nella loro lingua”.

I vantaggi della soluzione

La nuova soluzione, come si legge in una nota diffusa dalla società, offre una serie di vantaggi unici e fra questi spiccano funzionalità di personalizzazione che consentono di creare un proprio glossario e di migliorare la standardizzazione del proprio linguaggio e strumenti di sicurezza crittografici per proteggere i contenuti confidenziali. Il tutto condito dalla facilità di implementazione del tool su larga scala e dalla possibilità di gestire il servizio in modo centralizzato da parte dei team informatici. A differenza dei sistemi di AI generici, assicurano ancora i diretti interessati, le soluzioni di traduzione e scrittura di DeepL si basano su modelli di elaborazione linguistica specializzati che promettono un basso rischio di produrre le cosiddette allucinazioni o altre forme di disinformazione.

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