Storie Web venerdì, Aprile 24

La seduta fiume di Montecitorio sul decreto sicurezza, dopo tutta una notte di interventi in dichiarazione di voto, è terminata alle 7.36. Si erano iscritti a parlare più di di 100 parlamentari, quasi tutti dell’opposizione. Riprenderà alle 11.30 per il voto finale. Dopo l’approvazione del provvedimento, è in programma a Palazzo Chigi la riunione di Cdm nella quale si interverrà con una norma finita sotto la lente del Quirinale per correggere le disposizioni sui compensi agli avvocati per i migranti rimpatriati.

Obiettivo, far arrivare le due norme al Quirinale nello stesso momento, dando a Sergio Mattarella la possibilità di studiarli e firmarli contestualmente, salvo sorprese o ulteriori rilievi.

Secondo LaPresse dovrebbero poi essere pubblicati già oggi, a partire dalle 18, in Gazzetta ufficiale sia il decreto Sicurezza, che il decreto Rimpatri. 

La norma contestata dal Quirinale e che andrà corretta

La norma contenuta nel decreto prevedeva un incentivo da 615 euro per gli avvocati nel caso in cui i loro assistiti avessero scelto di tornare nei rispettivi Paesi d’origine. Il secondo decreto annullerebbe in parte gli effetti del primo impedendo di fatto che la norma sugli incentivi per gli avvocati per i rimpatri entri in vigore così come approvata dal Parlamento. Il nuovo decreto prevederà, invece, una platea ‘allargata’ dei soggetti che potranno ricevere gli incentivi (non più solo gli avvocati ma anche mediatori, associazioni e altre figure professionali) e il contributo, che dovrebbe essere erogato dallo Stato e non più dal Consiglio nazionale forense – verrà elargito anche se la pratica di rimpatrio volontario non dovesse andare a buon fine.

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