Storie Web mercoledì, Maggio 20

BRUXELLES – Nella notte tra il 19 e il 20 maggio, il Parlamento e il Consiglio hanno finalmente trovato un accordo sui due regolamenti comunitari che devono servire per parte europea a mettere in pratica l’intesa economica che Washington e Bruxelles hanno stilato nell’estate scorsa nel tentativo di mettere fine alle tensioni commerciali. Il compromesso tra le due istituzioni prevede salvaguardie e clausole di decadenza.

«L’Unione europea e gli Stati Uniti godono del rapporto economico più importante e più integrato al mondo – ha spiegato nella notte in un comunicato la presidenza cipriota della Ue -. Il mantenimento di un partenariato transatlantico stabile, prevedibile ed equilibrato è nell’interesse di entrambe le parti. Oggi l’Unione europea mantiene i propri impegni. Siamo e rimarremo un partner affidabile e degno di fiducia nel commercio mondiale».

In buona sostanza, il primo dei due regolamenti elimina i dazi doganali residui sui prodotti industriali americani e garantisce un accesso preferenziale al mercato, anche attraverso contingenti tariffari e dazi ridotti per determinati prodotti ittici e prodotti agricoli non sensibili provenienti dagli Stati Uniti. Il secondo testo legislativo riguarda l’estensione della sospensione dei dazi per le importazioni di aragosta, compresa quella trasformata.

L’intesa tra il Parlamento e il Consiglio ha richiesto una lunga trattativa istituzionale. Nella sua posizione negoziale, Strasburgo aveva introdotto numerose clausole di protezione degli interessi europei, dinanzi a un partner americano diventato assai più imprevedibile con l’arrivo alla Casa Bianca del presidente Donald Trump. L’accordo raggiunto nella notte prevede una clausola di salvaguardia nel caso di un forte aumento delle importazioni dagli Stati Uniti.

Inoltre, sempre l’intesa tra il Parlamento e il Consiglio stabilisce che la Commissione europea ha il potere di sospendere in toto o in parte l’applicazione dei testi legislativi nel caso in cui gli Stati Uniti non rispettino gli impegni, o più in generale mettano a soqquadro «le relazioni commerciali o di investimento» con l’Unione europea. In questo caso, Bruxelles sarebbe chiamata a utilizzare lo strumento dell’atto di esecuzione.

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