Storie Web venerdì, Luglio 10

La corsa all’intelligenza artificiale comincia a presentare un conto ambientale misurabile nei bilanci di sostenibilità dei grandi gruppi tecnologici.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Google e Amazon, due tra i principali costruttori dell’infrastruttura cloud su cui girano modelli, servizi e applicazioni AI, hanno chiuso il 2025 con consumi elettrici ed emissioni in aumento, pur continuando a rivendicare investimenti in rinnovabili, efficienza dei data center e tecnologie di raffreddamento.

Nel 2026 Environmental Report, Google indica per il 2025 un aumento del 37% della domanda elettrica, il maggiore incremento annuo della sua storia. La società attribuisce la crescita all’espansione dell’infrastruttura tecnica necessaria per sostenere AI, cloud, Search, YouTube e altri servizi digitali. Le emissioni operative sono diminuite del 2%, anche grazie agli acquisti di energia pulita, ma le emissioni della supply chain sono salite del 25%. Colpa non solo dell’elettricità usata nei data center, ma anche della produzione di server, chip, apparati di rete e infrastrutture fisiche.

Stessa musica con Amazon. Nel 2025 Sustainability Report, il gruppo dichiara un’impronta carbonica complessiva pari a 80,85 milioni di tonnellate di CO2e, in aumento del 16% rispetto al 2024. Le emissioni legate all’elettricità acquistata sono cresciute del 34%, spinte dai data center, dall’elettrificazione della rete logistica e degli edifici. Le emissioni indirette di scope 3 sono arrivate a 61,74 milioni di tonnellate, con un incremento del 20%.

Insomma: l’AI sta trasformando i data center da asset digitali a grandi consumatori di energia, capitale, acqua e componentistica avanzata. Un po’ come denunciano comunità e politici locali negli Usa (e sempre più anche in Italia https://www.ilsole24ore.com/art/data-center-tre-richieste-sfidano-paletti-regionali-lombardia-AICIZ0kD), arrivando anche a bloccare alcuni progetti.

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