
L’Italia ha un volto sempre più vecchio con un’età media della popolazione di 46,6 anni nel 2024, destinata a raggiungere i 50,8 anni nel 2050, difficoltà di accesso alle cure e ora anche stili di vita meno salubri e sempre più simili a quelli nordeuropei, soprattutto nell’alimentazione e nel consumo di alcolici. E’ la fotografia scattata dalla XXII edizione del Rapporto Osservasalute 2025, un’analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell’assistenza sanitaria nelle Regioni italiane presentata a Roma all’Università Cattolica.
Secondo il report cresce l’incendenza delle malattie croniche che non solo riducono la salute ma anche la felicità delle persone. Mentre di fronte a bisogni di salute crescenti, la spesa sanitaria pubblica resta tra le più basse dei Paesi Ocse.
L’ipertensione è la malattia cronica più diffusa
La malattia cronica più diffusa è l’ipertensione: nel 2023 sono circa 11 milioni le persone che dichiarano di soffrirne, pari al 18,9% dell’intera popolazione (quasi uno su 5). Tra gli anziani si stima che una persona su due sia ipertesa. Le malattie croniche soprattutto femminili sono artrosi, artrite e osteoporosi, di cui soffre oltre una donna su 5 (22,6%), contro il 10,5% dei maschi. Nel complesso queste malattie colpiscono quasi 10 milioni di persone (16,7%), di cui circa 6 milioni 500 mila sono over 65 anni (46,3%).
Le cronicità, spiega il rapporto, sono figlie di cattivi stili di vita e poca prevenzione. Così, mentre il mondo guarda al modello mediterraneo come riferimento salutare e sostenibile, gli italiani sembrano progressivamente allontanarsene. Meno di un italiano su 5 (18,5%) resta davvero fedele alla dieta mediterranea. Nel 2023, circa otto persone su dieci consumano quotidianamente frutta e verdura ma di questi solo il 5,3% raggiunge le 5 porzioni al giorno. Non sorprende quindi che quasi la metà degli italiani, il 46,4%, viva una condizione di sovrappeso o obesità. Cambia anche il rapporto con l’alcol con un consumo tipico del Nord Europa, spesso concentrato nel fine settimana e associato a birra e superalcolici, con una diffusione del consumo occasionale passata dal riguardare il 41,2% della popolazione di 11 anni o più nel 2013, al 48,9% nel 2023; analogamente, è aumentato il consumo fuori dai pasti (da 25,8% a 32,4%).
Oltre al sovrappeso, c’è un’altra patologia metabolica che sta assumendo i connotati dell’emergenza sanitaria, specie se posta in relazione ai relativi costi sanitari: il diabete, che nel biennio 2022-2023 ha interessato circa il 5% della popolazione adulta di età 18-69 anni, ma probabilmente si tratta di una sottostima. La prevenzione, invece, resta la cenerentola italiana con una bassa adesione agli screening soprattutto oncologici.











