Storie Web domenica, Gennaio 18
Dal 2026 i soccorsi effettuati da Polizia e Carabinieri potranno essere a pagamento

Anche gli interventi di soccorso che dal prossimo anno saranno promossi da Polizia e Carabinieri andranno “rimborsati” se risulteranno non “giustificati”, ovvero se dietro sarà rinvenuta l’ombra del dolo o della colpa grave di chi è stato soccorso. È quanto prevede un emendamento alla manovra, riformulato dal Governo, e atteso al voto della Commissione Bilancio del Senato. Nella sostanza la stretta già prevista dal testo uscito dal Consiglio dei ministri il 17 ottobre e presentato in Senato, e limitata in un primo momento a uomini e mezzi della Guardia di Finanza, ora con questa proposta di modifica viene estesa agli interventi promossi dagli altri due corpi.

Cosa cambia

Dal 2026 la richiesta di aiuto che verrà rivolta a Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri, impegnati nel soccorso alpino e in quello in mare, andrà giustificata e motivata. E se non ci sarà una motivazione adeguata e reale la ricerca, il soccorso e il salvataggio in montagna o in mare diventeranno tutte operazioni a pagamento. Non solo. Il contributo introdotto dalla nuova legge di Bilancio, allo stato attuale all’esame del Senato in prima lettura, sarà dovuto anche da chi procura, per dolo o colpa grave, un incidente o un evento che richiede l’impiego di uomini e mezzi appartenenti alla Polizia di Stato e all’Arma dei Carabinieri.

Difesa e Viminale definiranno l’ammontare del corrispettivo, di concerto con il Mef

Nel testo dell’emendamento viene chiarito che «i corrispettivi dovuti sono stabiliti con decreti adottati, rispettivamente, dal Ministro dell’Interno e dal Ministro della Difesa, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze».

Il pagamento scatta nel caso di dolo o colpa grave

L’emendamento chiarisce infine che «il corrispettivo è dovuto qualora l’evento per il quale è stato effettuato l’intervento sia imputabile a dolo o colpa grave dell’agente».

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