Tra le idee dei giovani imprenditori coinvolti nel progetto Rete, la maggior parte dei finanziamenti richiesti riguarda il Sud e i piccoli centri. Le domande arrivano direttamente dai ragazzi, alcuni ancora al liceo dato il range di età tra i 16 e i 34 anni, che si sono affacciati al mondo dell’impresa proprio grazie all’iniziativa promossa dal ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, insieme a Invitalia come soggetto attuatore.
Tra le misure che puntano a raccogliere aiuti economici, quella più comune è “Borghi – Linea C”, per avviare attività culturali, turistiche, commerciali o artigianali nei piccoli borghi italiani a rischio spopolamento. A seguire, ci sono le richieste dal Mezzogiorno, ovvero quelle legate a “Resto al Sud”.
Progetto Rete
I numeri, presentati a Roma durante l’evento nazionale “Rete Futuro”, servono a fare il punto sul progetto Rete, che ha l’obiettivo di inserirsi nella “lotta” al mismatch tra istruzione e lavoro. Finora, ha coinvolto quasi 98mila giovani e, va segnalato, 14.108 tra disoccupati e Neet (cioè chi non cerca un’occupazione e non studia).
Per attirare i giovani, è fondamentale il ruolo di 6 hub (attivi da ottobre 2023) che si trovano a Nuoro, Verona, Salerno, Novara, Brindisi e Palermo. Ognuno di questi ospita tematiche precise: a Nuoro e Salerno è l’agrifood; a Verona cultura e impresa creativa; a Novara meccatronica, chimica verde e moda; a Brindisi turismo, economia del mare e nuove tecnologie; a Palermo startup innovative. L’obiettivo, per i prossimi mesi, è di arrivare a 15 centri, per poi spingersi anche verso le ultime Regioni scoperte.
Abodi: «Nuovi hub in meno di un anno»
Lo ha chiarito il ministro Abodi, dicendo che il Progetto Rete «arriverà in meno di un anno ad aprire presidi in altre sette Regioni. In due anni e mezzo quasi centomila giovani dai 16 ai 34 anni stanno vivendo un’esperienza di 18 mesi di orientamento e formazione dedicati al lavoro e all’auto imprenditorialità». E, sull’evento, ha aggiunto che «la presenza di così tanti giovani, le loro testimonianze piene di entusiasmo e fiducia alimentate dalle esperienze che stanno maturando, la corrispondenza delle testimonianze in collegamento dagli hub, ci confortano nel proseguire nell’investimento in questa progettualità che offre concrete opportunità di crescita e di prospettiva, che contribuiscono a (ri)stabilire un rapporto fiduciario tra le istituzioni e le giovani generazioni».
