Abusivismo commerciale, caporalato ed evasione fiscale su concessioni demaniali. Sono alcuni degli illeciti al centro delle ultime operazioni svolte dalla Guardia di finanza per tutelare le imprese che rispettano le regole e contrastare i meccanismi che alterano il mercato sottraendo risorse alla collettività. Da Treviso a Vibo Valentia, passando per Roma e Bari, le Fiamme gialle proseguono nella loro azione tesa a proteggere l’economia sana del paese e a sanzionare gli imprenditori che operano nell’illegalità, mettendo in atto controlli a tutto campo.
Abusivismo ricettivo
A Roma, nell’ambito della lotta all’abusivismo ricettivo, la Gdf ha individuato e sanzionato quattro strutture che operavano illecitamente come alberghi. Tre di queste erano formalmente registrate come affittacamere, l’altra come locazione a uso turistico. Le strutture, che si trovano nelle vicinanze della stazione Termini, hanno ricevuto multe per oltre 120mila euro e sono state obbligate a sospendere le attività fino alla completa regolarizzazione delle posizioni amministrative e fiscali.
I tre affittacamere, secondo le ricostruzioni delle Fiamme gialle, erano dotati di otto stanze ciascuno, superando il limite massimo di sei previsto dalla legge regionale. In più, la Gdf ha notato l’assenza del Codice identificativo nazionale (Cin) – un codice alfanumerico univoco obbligatorio per tutte le strutture ricettive – all’esterno degli stabili e sui portali di prenotazione online.
La struttura registrata come alloggio a uso turistico, invece, disponeva di 13 stanze con 34 posti letto totali. L’attività erogava senza autorizzazione ai clienti servizi centralizzati tipici degli alberghi, da una reception attiva 24 ore su 24, al cambio giornaliero della biancheria, fino alla somministrazione di alimenti e bevande. Al titolare sono state contestate l’omessa apertura della partita Iva, la mancata istituzione delle scritture contabili obbligatorie e l’assenza del registratore telematico per la trasmissione dei corrispettivi.
I lidi balneari
A Bari, poi, la Stazione Navale della Guardia di finanza ha smantellato un articolato sistema di sfruttamento dei lavoratori stagionali all’interno di uno stabilimento balneare. Al centro dell’indagine c’è il reato di caporalato, un fenomeno che, secondo la Gdf, è «sempre più frequente e coinvolge numerosi settori dell’economia del mare». Sono quattro gli indagati, tra cui un consulente del lavoro che avrebbe “aggiustato” le buste paga per far quadrare i conti. La Gdf ha sequestrato preventivamente tutti i beni della società, tra cui immobili, auto, rapporti finanziari e una concessione demaniale.
