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Da Roma a Budapest passando per Parigi: come vota la Gen Z

Francia: giovani attratti dagli estremi, ma non più degli adulti

In Francia il voto giovanile viene spesso citato come prova di una svolta a destra, ma i dati raccontano una storia più articolata. Alle Presidenziali del 2022, secondo gli exit poll Ipsos, il Rassemblement National di Marine Le Pen ha raccolto il 26% dei voti tra i 18-24enni e il 25% tra i 25-34enni, una quota solo leggermente superiore alla media nazionale (23,6%) e inferiore a quella registrata nelle fasce d’età 35-59 anni. Nel secondo turno, Le Pen è risultata più forte tra i 25-34enni (49%) e soprattutto tra i 50-59enni (51%), mentre tra i più giovani ha prevalso Emmanuel Macron.

Parallelamente, il dato più rilevante è il successo della sinistra radicale: Jean-Luc Mélenchon è stato il candidato più votato dai giovani nel primo turno, con il 31% tra i 18-24enni e il 34% tra i 25-34enni. La crescita dell’estrema destra tra i giovani è quindi reale nel lungo periodo, ma non li rende il motore principale della sua ascesa. A pesare è anche l’elevata astensione giovanile, soprattutto alle legislative, che riduce l’impatto elettorale delle preferenze under 30.

Irlanda: protesta e voto progressista convivono

In Irlanda, le ultime elezioni presidenziali hanno mostrato un fenomeno peculiare: un record di schede nulle (quasi il 13%), trainato da una campagna social che ha mobilitato soprattutto giovani uomini. Un exit poll ha rilevato che il 68% di chi ha annullato il voto avrebbe scelto una candidata conservatrice esclusa dalla competizione.

Tuttavia, guardando alle intenzioni di voto complessive, il quadro cambia radicalmente. Nei sondaggi pre-elettorali, l’83% degli elettori tra i 18 e i 34 anni sosteneva la candidata della coalizione di sinistra Catherine Connolly. Anche il voto ai partiti conferma la prevalenza progressista: Sinn Féin e Social Democrats risultano nettamente primi tra i giovani, mentre le formazioni più conservatrici restano marginali. Più che una svolta a destra, emerge una frattura di genere e una forte componente di protesta.

Croazia: giovani divisi, ma con un forte peso della destra

In Croazia il voto giovanile appare più equilibrato e meno nettamente progressista. Secondo un sondaggio Ipsos successivo alle elezioni parlamentari dell’aprile 2024, il partito più votato tra i 18-29enni è stato Možemo!, formazione verde-sinistra, con il 21,7%. Tuttavia, sommando i consensi ai principali partiti di centrodestra e destra (HDZ, DP e MOST), la maggioranza dei voti giovanili si colloca su posizioni conservatrici.

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