Dal primo luglio entra in vigore il dazio europeo di 3 euro sui piccoli pacchi provenienti dai paesi extracomunitari. Scatterà insieme alla tassa di 2 euro prevista dalla legge di bilancio sui piccoli pacchi provenienti dalla Cina e dagli altri Paesi extra-Ue entrerà in vigore. Così in Italia il rischio è di una doppia tassazione. Se entrambe entrassero in vigore, il costo aggiuntivo arriverebbe a 5 euro per spedizione, cui si aggiunge l’Iva. Anche le spedizioni di valore inferiore ai 150 euro, finora esenti, saranno soggette alle tariffe doganali.
Contraria alla doppia tassazione sulle spedizioni di valore inferiore a 150 euro Confetra, la confederazione delle imprese del trasporto e della logistica, perché “provocherà il crollo di almeno il 50% dei traffici merci e farà perdere 25 milioni di euro allo Stato”.
La richiesta di uno “slittamento della tassa a novembre, quando partirà la handling fee europea, una misura analoga che si applicherà in tutta l’Ue”, è arrivata anche da Confcommercio, che appoggia il dazio europeo, “una misura concreta per mitigare la concorrenza sleale e tutelare le migliaia di aziende italiane”, ma teme un “effetto boomerang” dal contributo aggiuntivo nazionale.
Il rinvio o la cancellazione della tassa sarebbe una nuova modifica di una misura che ha già subito più correzioni. Introdotta da gennaio per contrastare l’avanzata dei colossi cinesi dell’e-commerce e dell’ultra fast fashion, ha visto prima una sospensione del pagamento fino a marzo e poi una proroga fino a luglio per farla partire in concomitanza con il dazio europeo.
La misura nasce per contrastare la crescita dell’e-commerce extraeuropeo e la concorrenza dei prodotti a basso costo provenienti soprattutto dalla Cina. Secondo i dati dell’Unione europea, nel solo 2024 sono arrivati nel mercato unico 4,6 miliardi di piccoli pacchi, il 91% dei quali dalla Cina, mentre dal 2022 il volume delle spedizioni è raddoppiato ogni anno.









