Storie Web sabato, Ottobre 17

I sindacati chiedono a CWT di ritirare la procedura di licenziamento collettivo che riguarda 190 persone, circa il 45% dei 429 addetti dell’operatore di business travel acquisito nel 2025 da Amex GBT (American express global business travel) che poi è stata a sua volta acquisita dal fondo di private equity Long Lake Management per 6,3 miliardi di dollari. Dopo l’annuncio della procedura, c’è stato un primo incontro in uno studio legale milanese che rappresenta la società a cui Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno spiegato che senza ritirare i licenziamenti non intendono avviare nessun negoziato. Per i sindacati, le vie per risolvere una situazione critica da tempo, come quella di CWT, sono tante. Tanto più oggi che CWT è entrata in Amex GBT e questo rende possibile immaginare soluzioni diverse, dalle uscite volontarie e incentivate fino ai passaggi da una società all’altra. L’azienda, attraverso lo studio legale che la rappresenta, ha fatto sapere che si prenderà del tempo fino a lunedì per fare avere una risposta.

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A quel punto potrebbero presentarsi due scenari. In caso di risposta negativa, e quindi di mancato ritiro dei licenziamenti, partirebbero le proteste e le mobilitazioni per l’operatore di business travel che ha molte istituzioni, tra cui storicamente la Camera dei deputati, tra i suoi clienti. In caso di risposta positiva, e quindi di disponibilità ad avviare un confronto togliendo dal tavolo i 190 licenziamenti collettivi, è verosimile che possa avviarsi una discussione per individuare diversi strumenti per ridurre l’impatto sociale della vertenza: dai percorsi di ricollocazione fino agli esodi volontari incentivati e alla mobilità interna al gruppo Amex GBT. I rappresentanti dei lavoratori chiedono di impostare il dialogo in una logica di gruppo allargata ad Amex GBT, che in Italia è presente con Uvet GBT, e non con la sola CWT. Secondo quanto riferiscono fonti sindacali, però, sarebbe in corso uno svuotamento delle attività di CWT a favore di Amex GBT, oltre all’individuazione di attività che possono essere svolte dall’Intelligenza artificiale.

La massiccia riorganizzazione per i sindacati si deve a motivazioni puramente economiche e va inquadrata in un disegno più ampio visto che, come spiega una nota sindacale, siamo di fronte a «un caso di uso delle nuove tecnologie che vede concentrare benefici economici e produttivi nelle mani delle imprese, lasciando a lavoratrici e lavoratori i costi sociali delle trasformazioni in atto: si tratta di uno dei primi casi in cui il ricorso all’intelligenza artificiale va a incidere pesantemente sul quadro occupazionale: quella che dovrebbe essere un’opportunità di sviluppo e di crescita, se non adeguatamente regolata, si riduce a mero strumento per la riduzione del costo del lavoro». Con l’ingresso di Long Lake Management nella strategia è «entrato chiaramente l’intento di integrare le competenze nel campo dell’intelligenza artificiale con quelle di Amex GBT nel settore del business travel, indicando su questa linea obiettivi di crescita, innovazione e rafforzamento competitivo», scrivono Filcams, Fisascat e Uiltucs. Tutto questo, però, per i sindacati non può tradursi nella cancellazione di quasi un posto di lavoro su due.

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