La voce circolava da tempo, adesso è confermata secondo la stampa svizzera. L’uscita di emergenza situata nel seminterrato del Le Constellation – il locale nell’esclusiva stazione sciistica di Crans Montana teatro della strage di Capodanno, costata la vita ad almeno 40 persone sei delle quali di nazionalità italiana – era chiusa a chiave. A dirlo non sono né testimoni né dipendenti del locale (che aveva la licenza come bar), ma lo stesso proprietario.
Secondo le informazioni incrociate dai cronisti di Rts (Radio televisione svizzera), Jacques Moretti ha dichiarato agli inquirenti di aver constatato, la notte della tragedia, che la porta di emergenza era chiusa dall’interno. Sempre secondo Rts, il titolare del locale, arrivato sul posto dopo l’incendio, ha affermato di aver sbloccato personalmente la porta dall’esterno e di aver trovato diversi corpi senza vita ammassati davanti alla porta.
Moretti, da ieri in custodia cautelare a causa del pericolo di fuga, ha inoltre dichiarato di non sapere perché quella uscita fosse stata bloccata. Spetterà ora all’inchiesta penale, condotta da quattro procuratrici, stabilire se dice la verità.
Una cosa è certa, sottolineano i media svizzeri: questo elemento è determinante per l’indagine. E il motivo è semplice: diversi avventori del bar hanno tentato di fuggire da quella uscita di emergenza quando è scoppiato l’incendio, ma si sono trovati bloccati dietro la porta e quindi condannati a morte.
Nel caso in cui il pm dovesse ritenere che Jacques e la moglie Jessica Moretti – finita ai domiciliari con braccialetto elettronico – abbiano una parte di responsabilità nel fatto che la porta fosse chiusa, questo potrebbe riqualificare i reati contestati nei loro confronti.








