La proposta di legge sostenuta dal comitato, spiegano ancora i promotori, punta a «colpire l’immigrazione clandestina, espellere i criminali e sanzionare pesantemente anche chi, italiano, sfrutta e lucra sui flussi migratori».

Durante la partenza del corteo sono stati scanditi anche slogan contro gli antifascisti e contro i comunisti. «Dove sono gli antifascisti?», hanno urlato alcuni manifestanti prima dell’avvio della marcia. Poi il coro: «Chi non salta comunista è».

Il presidente del comitato Remigrazione e Riconquista, Luca Marsella, ha commentato anche la figura del generale Roberto Vannacci, prendendo le distanze dalle sue posizioni: «Non ci rispecchiamo in quello che dice Vannacci perché a noi interessano i fatti. Quando andrà lì non combinerà niente».

Il coro scandito: «Duce, duce»

Momenti di tensione e richiami al fascismo durante il corteo di Remigrazione e Riconquista. In via Cola di Rienzo, lungo il percorso verso piazza Risorgimento, i manifestanti hanno scandito più volte il coro «Duce, duce». A metà tragitto, alcuni partecipanti hanno invitato una donna affacciata alla finestra della propria abitazione a fare il saluto fascista.

Dopo il gesto della donna, dal corteo sono partiti saluti romani, applausi e cori inneggianti a Mussolini, anche modificando le parole di un brano diffuso dagli altoparlanti. Non sono mancate contestazioni dalle finestre di alcuni palazzi. Al passaggio della manifestazione, diversi negozianti hanno chiuso temporaneamente i locali: c’è chi ha osservato da dietro le vetrine, chi ha abbassato le serrande e chi ha protetto gli ingressi delle attività commerciali.

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