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Corruzione: Italia al 52° posto nel Corruption Perceptions Index. Rischi e strategie di contrasto

La corruzione nel mondo

Nel mondo, la corruzione mostra forti differenze da un Paese all’altro e tra le diverse aree geografiche. Secondo il Corruption Perceptions Index (CPI) di Transparency International, il fenomeno continua a crescere in scala e complessità: oltre due terzi dei 180 Paesi analizzati registrano un punteggio inferiore a 50 su 100, segnale di livelli di corruzione elevati.

In cima alla classifica degli Stati più virtuosi si trova la Danimarca con un punteggio di 90, seguita da Finlandia (88) e Singapore (84). La top 10 è dominata dai Paesi dell’Europa centrale e settentrionale, come Lussemburgo, Svizzera, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia, ma comprende anche Australia e Nuova Zelanda. In fondo alla classifica si trovano invece Venezuela, Somalia e Sud Sudan, con un punteggio rispettivamente di 10, 9 e 8.

Le migliori performance si trovano nelle democrazie consolidate, che hanno un punteggio medio di 73 punti contro i 47 delle democrazie considerate “deboli” e i 33 dei regimi non democratici.

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La situazione in Italia

In questa graduatoria l’Italia si colloca al 52° posto nel 2024, con un livello di corruzione percepita di 54 punti. Rispetto al 2023 il nostro Paese ha perso 10 posizioni in classifica, anche se nel lungo periodo il piazzamento dell’Italia è migliorato, considerando la 72esima posizione del 2012.

Spesso la corruzione è legata anche ad altri indicatori, come la debolezza delle istituzioni o la scarsa efficienza della giustizia. Non a caso, guardando ai dati del Rule of Law Index del World Justice Project, che include parametri come diritti fondamentali, trasparenza del governo, ordine e sicurezza, la classifica globale presenta delle somiglianze con il CPI.

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