Storie Web mercoledì, Novembre 4

NEW DELHI – Per la quarta volta nel giro di un mese, la Corea del Nord ha effettuato oggi 4 novembre una serie di test missilistici in quello che potrebbe essere sia un messaggio lanciato agli Stati Uniti sia il prologo di un nuovo salto di qualità nei rapporti con la Russia.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La prima ipotesi poggia su una pratica consolidata del regime nordcoreano, ovvero esibirsi in prove di forza ogni volta che i suoi principali avversari – la Corea del Sud o, come in questo caso, gli Stati Uniti – vanno alle urne. Una seconda spiegazione, sempre legata ai rapporti tesi con Washington, individua nei test di oggi una risposta alle accuse giunte nei giorni scorsi dall’Fbi americana.

Secondo l’agenzia federale Usa ci sarebbe TraderTraitor, un gruppo di hacker al soldo del regime guidato da Kim Jong Un, dietro il clamoroso furto di criptovalute per 6,34 miliardi di dollari ai danni di Binance della scorsa settimana. Un’accusa che proprio oggi, poco prima del lancio dei missili nelle acque del Mar del Giappone, è stata nuovamente respinta dalla sorella del leader nordcoreano Kim Jong Un, Kim Yo Jong, che l’ha definita «un’estensione dell’immutabile politica ostile di Washington» nei confronti di Pyongyang.

«La nostra posizione – ha proseguito la sorella di Kim – è chiara: non abbiamo alcun bisogno di sederci faccia a faccia con persone così inaffidabili e ostili. La scelta della pace comprende certamente il dialogo, ma questo non coincide necessariamente con gli interessi nazionali del nostro Paese». Un riferimento, quello ai faccia a faccia e al dialogo, che sembra ridimensionare di molto le possibilità che i prossimi 18 e 19 novembre Kim incontri il presidente degli Stati Uniti al vertice Apec di Shenzhen.

L’ipotesi che lega i lanci di oggi alla Russia scaturisce invece dall’intensità e frequenza con cui il regime nordcoreano sta testando i suoi missili in queste settimane. Come spiega Lee Choon-geun, un esperto del Korea Advanced Institute of Science and Technology, «prima di passare alla produzione in serie e all’esportazione di missili è necessario effettuare un gran numero di test».

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