Storie Web venerdì, Gennaio 16
Confronto tra buste paga in azienda: il governo lavora per recepire la direttiva Ue entro il 7 giugno

Il governo ha tempo fino al 7 giugno per recepire la direttiva europea 2023/970, volta a rafforzare l’applicazione del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore, attraverso la trasparenza retributiva e i relativi meccanismi di applicazione.

L’obiettivo è quello di raggiungere la piena parità salariale tra i generi, considerando che in Italia le retribuzioni delle donne nel privato sono mediamente pari al 70% delle retribuzioni degli uomini (nel pubblico sono in media sono pari al 77%). Sono diverse le novità destinate ad impattare sull’organizzazione delle aziende, vediamo le principali e quali sono i tempi di attuazione.

L’iter di attuazione della direttiva

Al ministero del Lavoro, come previsto dalla legge n.15 2024 contenente la delega al governo per recepire le direttive europee, si è svolta la prima riunione con le parti sociali, in vista della preparazione di una bozza di decreto legislativo; aziende e sindacati saranno convocate nuovamente nelle prossime settimane per la messa a punto di un testo da condividere, da portare poi in consiglio dei ministri per il primo via libera. Dopodiché potrà iniziare l’iter parlamentare e quindi lo schema di Dlgs potrà tornare in consiglio dei ministri per il varo finale che, per rispettare i tempi fissati dalla direttiva europea, dovrà avvenire prima della scadenza del 7 giugno.

Nella selezione vietato chiedere al candidato informazioni sulla sua retribuzione

Nella fase che precede il colloquio di selezione del candidato, il datore di lavoro dovrà fornire in modo trasparente informazioni sulla retribuzione iniziale o sulla fascia retributiva dei posti vacanti. Il datore di lavoro non potrà chiedere al candidato informazioni sulla retribuzione attuale o pregressa. La ratio è quella di ridurre la discrezionalità e i possibili rischi di discriminazione, dunque, nel momento in cui l’azienda pubblica un avviso ed apre una posizione per una determinata mansione deve essere già chiaro quale sarà il trattamento retributivo offerto, a prescindere da quella che è la retribuzione del candidato.

Dopo l’assunzione più peso alla trasparenza che alla privacy

Una volta assunti, i lavoratori potranno chiedere ai datori di lavoro informazioni sui livelli retributivi medi, delle categorie di lavoratori che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore, sui criteri utilizzati per determinare la progressione retributiva e di carriera, con dati disaggregati per sesso. L’azienda non potrà invocare il principio di riservatezza, perché a prevalere è l’esigenza di garantire la massima trasparenza, anche se non si potrà conoscere la retribuzione del collega, ma i livelli retributivi medi di chi svolge la stessa mansione o mansioni analoghe.

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