
Subito un intervento di Governo e Regione per «garantire in maniera strutturale» i collegamenti tra Sardegna e Corsica ed evitare che il servizio possa essere sospeso come avvenuto i giorni scorsi. A lanciare l’appello è Confindustria Sardegna che dopo lo stop, per motivi tecnici, ai collegamenti tra Santa Teresa Gallura e Bonifacio chiede interventi di lunga durata. Anche perché ora, la situazione volge alla risoluzione e da oggi, 6 febbraio 2026, il collegamento è ripristinato.
I motivi tecnici
Tutto è legato alla gestione dei collegamenti che vengono operati da due compagnie: la Ichnusa Lines e la Moby con la nave Bunifazziu. «Nell’ambito della procedura di affidamento congiunto del servizio fra Santa Teresa e Bonifacio, il periodo dal 16 gennaio al 31 marzo sarebbe spettato ad Ichnusa Lines – precisa con una nota Moby, con cui annuncia la riattivazione del servizio con la sua nave -. Quest’ultima, riscontrando ritardi nel proprio periodo di manutenzione programmata, ha chiesto a Moby di subentrare in aiuto nel periodo di loro competenza. Purtroppo il traghetto Bunifazziu, che in questo stesso periodo doveva effettuare la manutenzione annuale programmata, aveva una scadenza improrogabile nella revisione periodica dei mezzi di salvataggio, per cui non era immediatamente disponibile».
I collegamenti riprendono
Non solo: « Moby, nell’ottica di garantire comunque il servizio e di supportare Icnhusa Lines ha immediatamente approntato la motonave Giraglia, anch’essa in sosta per manutenzione programmata, ma – prosegue la compagnia della balena azzurra – purtroppo durante i lavori ha riscontrato alcune prescrizioni da parte delle autorità francesi che sono in fase di risoluzione». Problema comunque risolto con l’ingresso della Bunifazziu nuovamente in mare.
Le ripercussioni
«Lo stop alle corse ha prodotto gravi ripercussioni economiche e organizzative, compromettendo scambi commerciali essenziali e mettendo a rischio la continuità operativa di numerose attività produttive – sottolinea Confindustria -. Una situazione che non può essere considerata episodica né imprevedibile, ma che evidenzia criticità strutturali nella programmazione e nella gestione dei collegamenti marittimi».
Per l’associazione che riunisce gli industriali è «inaccettabile che nel 2026 un’infrastruttura di collegamento fondamentale tra due territori europei avvenga con frequenti disservizi, ritardi e costi aggiuntivi sempre più insostenibili per imprese e lavoratori». Proprio per sopperire a questa carenza, i giorni sorsi, imprese e lavoratori sono «stati costretti a ricorrere a mezzi di fortuna per attraversare le Bocche di Bonifacio».









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