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Con Trump  meno turisti stranieri in arrivo negli Usa ma l’Italia resta un’eccezione

Le vacanze negli Stati Uniti dell’era Trump vanno meno di moda ma dall’Italia la passione per le stelle e le strisce non passa. Alcuni giorni fa Unwto ha diffuso il bilancio sull’andamento del turismo globale per il 2025: gli arrivi internazionali sono cresciuti del 4% poiché la maggior parte delle destinazioni in tutto il mondo ha registrato risultati positivi. Con una vistosa eccezione: gli Stati Uniti. Nel primo anno del secondo mandato di Donald Trump alla Casa Bianca gli Usa hanno subito un arretramento del 5,4% sul 2024 (dati fino a novembre) che, in termini assoluti, ha significato 3,560 milioni di visitatori stranieri in meno. Con un impatto sull’economia: come ricorda il sito dell’Ufficio nazionale per i viaggi e il turismo del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti «quaranta visite internazionali sostengono un posto di lavoro». Secondo i dati di Wttc la spesa dei turisti stranieri negli States è calata del 6,9% nel 2025 con una perdita di 12,5 miliardi di dollari. Il 2026 potrebbe segnare una ripresa grazie alla Coppa del Mondo di calcio (11 giugno-9 luglio) che gli Stati Uniti ospiteranno insieme a Messico e Canada.

Meno turisti verso gli States

A pesare enormemente è il Canada (un caso: -21,7%), compensato solo in parte dal Messico (+8,8%), mentre in Europa l’America trumpiana attrae meno (-2,6%). Una disaffezione legata a molti fattori. C’è sicuramente un sistema di controlli all’ingresso più stringente che è stato ulteriormente rafforzato alla fine dello scorso anno: dal 26 dicembre sono infatti entrate in vigore le nuove regole imposte dall’amministrazione Trump che prevedono un nuovo sistema di raccolta dati biometrici con il riconoscimento facciale, le impronte digitali e in alcuni casi il Dna. Le immagini raccolte vengono confrontate con i dati in archivio e conservate per un periodo di 75 anni. E non è finita: gli Stati Uniti potrebbero richiedere ai turisti di decine di Paesi la loro cronologia degli ultimi cinque anni sui social media come condizione per entrare negli Usa. Una misura che dovrebbe applicarsi ai viaggiatori che possono visitare gli States per 90 giorni nell’ambito dell’Esta (Electronic system for travel authorization).

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Il boicottaggio canadese

Gli Stati Uniti sono diventati una destinazione meno desiderabile anche per altre ragioni: nelle scelte dei viaggiatori di evitare gli States può aver pesato la guerra commerciale scatenata da Trump e la sua feroce politica sull’immigrazione. Ci sono poi i paesi finiti nel mirino del presidente americano: «Voglio fare del Canada il 51° stato» ha ribadito di recente il capo della Casa Bianca. La risposta è stato il boicottaggio: nel corso del 2025 (manca il dato di dicembre) 4,071 milioni di canadesi in meno hanno attraversato il confine rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A risentirne, come raccontato dall’agenzia Reuters, saranno i parchi divertimento di Disney: nel 2024 il Canada è stato il principale mercato per i visitatori di Orlando, sede del Walt Disney World, con un record di 1,2 milioni di visitatori. Ora molti appassionati canadesi del mondo di Topolino potrebbero preferire Parigi alla Florida. Disney ha già messo in guardia su un possibile calo dei visitatori stranieri nei suoi parchi.

Il caso italiano

I numeri europei sono meno negativi ma comunque segnano un arretramento. Due esempi presi da mercati grandi: dalla Germania nel 2024 erano partiti quasi due milioni di visitatori verso gli States; nel 2025 il numero è diminuito dell’11%. Stessa tendenza dalla Francia: 1,589 milioni di francesi atterrati negli Usa sono il 6,82% in meno rispetto ai 12 mesi precedenti. E l’Italia? A differenza della media europea (-3,7% fino a novembre) ha fatto segnare un avanzamento con il numero di nostri connazionali che hanno scelto gli Stati Uniti che ha sfiorato 1,2 milioni (+5,25%).

«Il mercato italiano mantiene un legame storico e culturale con gli Stati Uniti, che va oltre la semplice dinamica turistica. Il mito dell’on the road, dei grandi spazi e delle città simbolo continua a esercitare un forte richiamo per il contesto italiano. Inoltre, il ruolo ancora centrale delle agenzie di viaggio in Italia contribuisce a sostenere la destinazione: la consulenza professionale aiuta a rassicurare e guidare il cliente in una fase di maggiore complessità» spiega Liberato Esposito, product manager Usa e Canada di Idee per Viaggiare. «Nel 2025 abbiamo riscontrato una lieve flessione sulle prenotazioni per gli Usa per il periodo estivo. Di contro, abbiamo effettivamente registrato un grande interesse per i viaggi negli Usa nel periodo di Pasqua e dei ponti: numeri che, nel complesso, hanno assicurato un andamento in linea con l’anno precedente».

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