Si compra e si paga poco alla volta senza l’aggravio degli interessi, spendendo meno quando si compra con una carta di credito a rimborso rateale. Parte da qui il successo anche in Italia del BuyNowPayLater che, arrivato a fine 2020, ha raggiunto a fine 2025 una dimensione di quasi 10 miliardi di euro (Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano) , rispetto al miliardo di euro di fine 2021, riguardando soprattutto gli acquisti online (oltre tre quarti) sul totale delle transazioni. Ma crescono anche le operazioni di Bnpl nei negozi con un importo medio delle dilazioni pari a poco più di 200 euro.
Nel mondo secondo le stime del Global Payment Report (2025), il Bnpl ha raggiunto un ammontare di 342 miliardi di dollari nel 2024 (285 miliardi nel 2022), il 5% delle transazioni e-commerce. Negli Stati Uniti il peso del Bnpl sulle transazioni in e-commerce è del 6%, mentre in Europa è in media del 9% con picchi in Germania e Svezia del 20 e del 23% delle transazioni in e-commerce) m meno nel Regno Unito è al 7% rispetto al 5% di Italia e Francia.
Tutto bene dunque? Non proprio. «Ai vantaggi di questo prodotto si affiancano elementi di vulnerabilità non facili da valutare poiché non vi sono segnalazioni dettagliate da parte degli intermediari sui volumi e sulla rischiosità di questa forma di finanziamento»- avverte Banca D’Italia che sottolinea come alcune indagini relative agli Stati Uniti e paesi europei hanno messo in evidenza la fragilità finanziaria degli utilizzatori di Bnpl. Fragilità riscontrabile anche in Italia dove sta per arrivare la nuova direttiva sul credito ai consumatori (direttiva (UE) 2023/2225 – c.d. CCD2) che la includerà nel suo perimetro regolamentare cambiando alcuni elementi significativi.
Chi ricorre in Italia al Bnpl
Secondo Banca D’Italia in base alle indagini presso le famiglie, dal 2022 all’inizio del 2025 la quota di nuclei familiari che ha fatto ricorso almeno qualche volta al Bnpl è passata dal 4 a quasi il 30%, anche se circa due terzi lo utilizza solo occasionalmente. Le dilazioni di pagamento sono usate più frequentemente dai nuclei con un capofamiglia giovane (fino a 44 anni) con un discreto livello di istruzione (scuola superiore), residente al centro-sud o con un lavoro autonomo. Ma con riferimento a reddito e ricchezza degli utilizzatori, le analisi mostrano che dal 2022 la platea si è ampliata coinvolgendo anche famiglie meno abbienti. Se a fine del 2022 in linea con le evidenze del Politecnico di Milano e di Crif , il Bnpl veniva usato più frequentemente dalle famiglie che non incontravano difficoltà a raggiungere la fine del mese con lo stipendio percepito, di contro, l’indagine condotta nel 2025 mostra un uso diffuso anche tra le famiglie con un reddito limitato, che incontrano difficoltà a raggiungere la fine del mese con il reddito percepito o che hanno scarse risorse patrimoniali. L’uso del Bnpl è più frequente tra i nuclei che hanno un debito per scopi di consumo, in particolare da famiglie che usano le carte di credito con rimborso rateale e/o tra le famiglie che hanno più debiti, in particolare finanziamenti per ottenere liquidità o per consolidare altri debiti, e tra coloro che sono in ritardo nel rimborso delle rate. Insomma, a fronte della gratuità del servizio per il consumatore ( assenza di interessi e/o costi, ad esclusione di penali per ritardo nei rimborsi) e la rapidità della procedura grazie a una valutazione semplificata del merito creditizio, tuttavia, il Bnpl può rivelarsi rischiosa per chi vi ricorre in quanto può aumentare il livello di indebitamento.












