“Programmare soprattutto a tre anni in situazioni di grande turbolenza è assai complicato e gli aggiornamenti, come dimostrano le rilevazioni del Fmi sono settimanali, per cui la decisione fondamentale che sottende” ai nostri ragionamenti è che “quando il bollettino meterologico annuncia tempesta prima di uscire un mare a aperto conviene assicurarsi delle condizioni dell’imbarcazione ed è quello che abbiamo cercato di fare” in questi anni.
Così il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti nell’Aula della Camera durante la seduta in cui viene esaminato il Documento programmatico di finanza pubblica 2026. Saranno votate le risoluzioni su Dpdp e scostamento: sulla prima è necessaria la maggioranza semplice, sulla seconda la maggioranza assoluta.
“Questa rotta – ha aggiunto – riteniamo di doverla confermare in un momento come questo in cui si annunciano nuvoloni all’orizzonte e questo documento risponde a questa impronta e mira a rispettare il sentiero di consolidamento della finanza e punta a rispettare i target fissati dalla nuova governance europea e se le condizioni lo consentiranno sarà possibile l’uscita dalla procedura a primavera”.
La richiesta dello spostamento di bilancio per l’attivazione della clausola di salvaguardia Nec per difesa ed energia “è un passo consapevole di scostamento rispetto alla linea di prudenza che ho richiamato. Sono qualcosa che la commissione riconosce e che i mercati hanno riconosciuto sostenibile in un percorso di sostenibilità della finanza del debito pubblico italiano”.
“La commissione ha concesso questo spazio” di flessibilità della clausola di salvaguardia Nec all’Italia, “che sarà rivolto sicuramente a investimenti per garantire appunto la sicurezza energetica”, ma “noi riteniamo che essa debba essere in qualche modo, specialmente almeno nella fase iniziale, acuta della crisi, volta a dare sostegno in modo selettivo e temporaneo a famiglie e imprese che oggi si trovano a dover affrontare una situazione di particolare difficoltà rispetto all’incremento dei prezzi energetici e all’inflazione”. Ha detto nel corso del suo intervento il ministro dell’Economia.
“Per questo motivo è un corso proprio in questi giorni, e proseguirà fino a quando il Consiglio non delibererà la concessione della Nec all’Italia, una specie di trattativa, chiamiamolo negoziato per capire cosa in queste voci può essere incluso”.
L’intervento del ministro Giorgetti in una Aula della Camera semivuota
Aula della Camera quasi vuota mentre è in corso l’intervento del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sul documento programmatico di finanza pubblica.
Quanto il titolare di via XX Settembre ha concluso di parlare nei banchi della maggioranza era presenti sei deputati, circa il doppio nei banchi del centrosinistra.
Al Senato conclusa discussione, proposte 3 risoluzioni
Al Senato, conclusa la discussione generale sul Documento programmatico di finanza pubblica 2026, sono state presentate tre risoluzioni (una delle opposizioni, una proposta da Azione e una del centrodestra). Presenti in aula il ministro dell’Economia. Giancarlo Giorgetti e delle Autonomie, Roberto Calderoli.
Numerosi gli scranni vuoti (in entrambi gli schieramenti) e per Forza Italia (che non è intervenuta in discussione ma lo farà dopo nella dichiarazione di voto) ci sono al momento solo due senatori.












