
Consumi in calo del 1,4%. Questa è la flessione registrata nel 2025 dall’Osservatorio consumi Confimprese-Jakala che evidenzia la debolezza della tenuta dei consumi in un contesto frenato dal clima d’incertezza causato dalla geopolitica. Il comparto più colpito è quello dell’intrattenimento e tempo libero che regista un -4,4%, seguono l’abbigliamento e accessori (-2,1%), l’altro retail (-1,3%) mentre è in controtendenza la cura della persona con un +2,9%. La contrazione che ha colpito in modo deciso (-2,3%) i negozi nelle vie dello shopping e nei centri storici mentre le cose sono andate meglio per i centri commerciali (-0,3%) e i negozi di prossimità che perdono mezzo punto.
Oltre alla flessione dei consumi retail, in particolare alcune categorie, soffrono per le continue promozioni offerte 52 settimane l’anno. A queste si aggiungono eventi stagionali come quelle per la primavera, Pasqua, il Black friday senza dimenticare il sottocosto, i pre saldi e le offerte personali. In altre parole oggi il cliente tipo sceglie il brand, il prodotto e attende il momento dell’offerta. «La chiusura anno a -1,4% a valore – spiega Mario Maiocchi, direttore centro studi Confimprese – mostra una realtà variegata a seconda dei settori di attività, con la cura della persona in positivo a +2,9% e una maggiore difficoltà nei settori abbigliamento-accessori a -2,1% e l’entertainment a -4,4%. Un negativo più contenuto per ristorazione a -0,6% e altro retail a -1,3%. Un quadro quindi non positivo nel suo insieme ma nel complesso con variazioni settoriali abbastanza moderate. Sarà importante ora monitorare i primi mesi del 2026 che hanno controcifre abbastanza contenute e che quindi potrebbero indicare una stabilizzazione dei consumi a livelli vicini a quelli dello scorso anno».
In campo negativo altro retail, che comprende i negozi casa-arredo, elettronica, telefonia, libri, cura persona, servizi con un -1,3%, che mostra tuttavia una realtà variegata a seconda dei comparti con la cura persona a +2,9% e l’entertainment a -4,4%. Quanto alla ristorazione si mantiene su perdite più contenute con una chiusura a -0,6%. Un po’ più complesso il discorso dell’abbigliamento e delle calzature che nel corso del 2025 hanno “vissuto” sulle montagne russe con un novembre (+4,7%) che aveva fatto sperare in una ripresa delle vendite più consistente.
Tra le regioni la Valle D’Aosta è quella che vede un +1,4% dei consumi mentre il vicino Piemonte fa segnare il rallentamento più marcato a -2,7%. Nelle città di provincia Fermo la migliore a +3,5%, Sondrio fanalino di coda a -3,0%.








