NEW DELHI – Il primo ministro indiano Narendra Modi ieri ha contribuito a scalfire l’isolamento internazionale del Myanmar, ricevendo a New Delhi il neo presidente Min Aung Hlain. Per l’ex generale birmano protagonista del colpo di Stato del 2021 che depose e incarcerò il premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi si tratta della prima visita ufficiale all’estero dopo le controverse elezioni che alcuni mesi fa hanno sancito la sua transizione da capo della giunta militare a capo dello Stato.
Al termine dell’incontro, i due leader non hanno fatto dichiarazioni.
Il foreign secretary indiano Vikram Misri ha spiegato che Modi e Min Aung Hlain hanno discusso di commercio, difesa, gestione delle frontiere ed espansione dei legami economici, infrastrutturali e tecnologici. Tra i settori in cui le due parti hanno concordato di approfondire la collaborazione ci sono commercio, energia e minerali critici.
Le proteste degli attivisti democratici
Gli attivisti democratici birmani hanno espresso preoccupazione e sostenuto che la visita di Min Aung Hlaing in India contribuirà a conferire legittimità al governo sostenuto dai militari. «Condanniamo la decisione dell’India di ospitare Min Aung Hlaing, un criminale di guerra che sta conducendo una campagna di terrore contro il popolo del Myanmar», spiega Yadanar Maung, portavoce del gruppo di attivisti Justice for Myanmar.
«L’India deve cambiare rotta, smettere di attribuire una falsa legittimità alla giunta, smettere di trarre profitto dalla campagna di terrore condotta dai militari contro la popolazione e, invece, sostenere il popolo del Myanmar, che ogni giorno lotta e si sacrifica per una democrazia federale», prosegue Yadanar Maung che accusa l’India sostenere le forze armate del Paese confinante attraverso programmi di addestramento militare e relazioni economiche.
