Storie Web venerdì, Maggio 29

Le crociere navigano a tutta forza. Secondo le stime di Clia-Cruise Lines International Association, i passeggeri erano 31,7 milioni nel 2023, sono diventati 35,7 milioni nel 2024 e nel 2027 raggiungeranno quota 39,4 milioni. Un’escalation che non accenna a fermarsi, trainata da un’offerta in continua espansione e da una domanda sempre più sofisticata. Soprattutto quando si parla di food. In Italia nel 2025 hanno transitato 15,3 milioni di crocieristi, e circa la metà di loro – con punte del 66% tra i millennial – si era dichiarata disposta a pagare di più per un’esperienza gastronomica di qualità, a bordo come a terra.

Per Msc Crociere, divisione crocieristica del Gruppo Msc-Mediterranean Shipping Company, il punto passa proprio da qui: distinguersi «alzando l’asticella del servizio e trasformare la ristorazione in un elemento identitario dell’esperienza di bordo». Per vedere come funziona siamo saliti a bordo della Msc World Europa, la prima nave della classe World della compagnia – dotata di ben 13 ristoranti, tra cui 6 ristoranti tematici, e 20 bar e lounge – e siamo scesi nella cucina di questa ammiraglia che ogni giorno produce 25mila pasti.

Benvenuti in galley («galera»)

Intanto partiamo dalla terminologia: la cucina di bordo non si chiama cucina, si chiama “galley”, in italiano “galera”. Lo spiega Cesare Trani, sous chef di Msc Crociere: «Sulle navi le cucine non hanno finestre, come nelle galere romane, dove i prigionieri remavano sotto il livello del mare e l’unica luce entrava dai fori dei remi». Qui, però, nessuna prigionia: «Ci pagano bene, devo dire, e abbiamo dei turni ben calibrati», ci tiene a specificare.

La galley della Msc World Europa occupa oltre 2.500 metri quadri, «grande quasi come un campo di calcio», dice Trani, ed è l’unica cucina principale della nave (i ristoranti tematici hanno, invece, cucine proprie). Qui lavorano 290 chef, distribuiti su turni. Ai passeggeri – 6.762 a piena capacità secondo i dati ufficiali Msc Crociere – si aggiungono 2.100 persone di equipaggio, di 57 nazionalità diverse, ciascuna con abitudini alimentari proprie. «Il cuoco dell’equipaggio ha un lavoro più duro del mio – ammette Trani -, perché oltre alle lingue diverse, hanno anche tutte abitudini alimentari diverse che rispettiamo».

Il pane 9 volte al giorno

La galley è suddivisa in reparti che lavorano in parallelo. L’area del freddo – dedicata a frutta, formaggi, insalate, tartine e antipasti – impiega 27 persone su turni. La panetteria, collegata alla pasticceria, sforna pane nove volte al giorno: «Non si può fare una volta sola – spiega Trani – l’aria condizionata ha un effetto terribile sui prodotti da forno». A piena capacità servono almeno 1.000 chili di farina al giorno solo per il pane, più altri 400 per le pizze. In panetteria lavorano 62 persone. Tutto il pane e tutti i dolci della nave – compresi quelli dei ristoranti tematici – escono da qui.

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