Giornata a due facce sui mercati. Dalla mattina e fino a metà pomeriggio gli investitori hanno reagito negativamente al discorso notturno del presidente americano Trump, soprattutto per la mancanza di novità su tempistiche o condizioni per porre fine alle ostilità con l’Iran.
L’indice di borsa di Milano è sceso per buona parte della giornata di oltre l’1 e mezzo per cento. Ha però chiuso con un calo di solo lo 0,20%. In Europa Londra ha terminato la seduta in rialzo, spinta dai titoli delle materie prime. Il motivo del miglioramento è la notizia, riportata da Bloomberg e Financial Times, secondo la quale l’Iran sta collaborando con l’Oman su un protocollo per gestire il traffico marittimo di Hormuz dopo la fine della guerra. Anche le borse americane, dopo un avvio in discesa di oltre l’1%, sono risalite.
Ci sono stati effetti anche sul petrolio: il Brent era arrivato oltre i 109 dollari al barile e si è poi assestato sotto i 108, con una crescita comunque del 6%. È invece rimasta sostenuta la corsa del Wti americano, +11% e prezzo che supera il Brent, arrivando oltre i 110 dollari. A Piazza Affari maggiori rialzi per Eni, +4,27%, seguita da Stellantis, che ha festeggiato il miglioramento delle vendite negli Stati Uniti. Male invece i titoli bancari e tecnologici.











