Mentre la sanità lombarda si interroga, squilibri e tesoretti compresi, nelle ex aree Falck di Sesto San Giovanni sono tornati gli operai. Questa volta non c’è stato nessun taglio del nastro e il cantiere si è aperto il mese scorso senza clamori. D’altra parte, di annunci se ne sono visti più d’uno per quella che vuole essere la cittadella della sanità lombarda che dovrebbe riunire in una mega struttura Besta e Istituto dei tumori. Un’area di circa 13 ettari, 4.000 mq di verde con 10.000 alberi, un parcheggio interrato di 24.000 mq, dove lavoreranno oltre 3 mila medici e infermieri. In tutto 700 posti letto, 24 mila ricoveri e oltre 1,5 milioni di prestazioni l’anno.

Ideata nell’ormai lontano 2013, eredità dell’era Formigoni, di rinvio in rinvio avrebbe dovuto vedere la luce entro la fine di quest’anno. Ora il traguardo è fissato al 2030, 45 mesi di lavori affidati alla neocostituita società Cisar Costruzioni, di cui FINSO ha il 51%, Condotte 1880 il 39%, Edison Next il 10%. Poi la gestione, che avrà una durata contrattuale di 23 anni, sarà affidata a due società operative: la prima, con Edison Next capofila con il 51%, FINSO al 45% e Condotte 1880 al 4%, per gestione e manutenzione degli impianti energetici e fornitura di energia termica ed elettrica; la seconda, con FINSO all’80%, Edison Next al 15% e Condotte 1880 al 5%, per ristorazione, pulizie, lavaggio, gestione dei rifiuti.

Per quale obbiettivo? Dall’assessorato al welfare di regione Lombardia in queste ore non si rilasciano commenti. D’altra parte, gli stessi operatori ricordano i «diversi rallentamenti legati allo shock inflattivo intercorso, dalla pandemia al conflitto in Ucraina, nonché le variazioni del progetto esecutivo dovute anche al nuovo quadro della normativa tecnica». Dopo la fine delle bonifiche, già nel 2024 erano partiti i lavori di scavo ma a causa del caro materiali quello che era emerso subito era un extracosto di svariati milioni di euro. Il 23 dicembre scorso è arrivato l’aggiornamento: a fronte dei 328 milioni inizialmente stanziati si è passati a 560 milioni, con la Regione Lombardia che ha messo sul tavolo 300 milioni con l’assestamento di bilancio 2025.

Una cifra che ha fatto la parte del leone negli stanziamenti per 500 milioni di euro per ammodernamento delle strutture pubbliche e per l’acquisto di apparecchiature elettromedicali che hanno riguardato anche altre strutture lombarde e che l’assessore Bertolaso definì “risorse mirate, interventi strutturali e apparecchiature aggiornate che consentiranno al personale sanitario di lavorare meglio e in modo più efficiente, con benefici sulle liste d’attesa”. Alla luce dei timori di bilancio il progetto faraonico sembra stridere. Ma, dall’altra parte, nessuno vorrebbe sentire parlare di un ennesimo rinvio o, peggio, di un ennesimo ricalcolo dei costi. Cosa che la situazione geopolitica di queste settimane rischia di rendere non facile.

“La partecipazione a questo progetto conferma l’impegno di FINSO e del Gruppo Fincantieri nello sviluppo di infrastrutture complesse e ad alto valore strategico per il Paese – ribadisce Salvatore Esposito, ad FINSO-. La Città della Salute e della Ricerca di Sesto San Giovanni rappresenta uno dei più grandi e innovativi interventi di edilizia sanitaria in Europa, in cui competenze ingegneristiche, sostenibilità e modelli gestionali evoluti si integrano per garantire efficienza, qualità dei servizi e continuità operativa nel lungo periodo”. Per voce di Raffaele Bonardi, direttore Business to Government Edison Next, la piattaforma di servizi e tecnologie che fa capo ad Edison, parla di “impegno al fianco delle strutture sanitarie italiane nel supportarne l’evoluzione verso modelli sempre più efficienti e tecnologicamente avanzati, a beneficio dei pazienti e dei professionisti”. Valter Mainetti, presidente di Condotte 1880, sottolinea come “La nuova struttura ospedaliera rappresenta un intervento di grande rilievo nella sanità lombarda. Tanto più con un progetto d’avanguardia sotto il profilo della sostenibilità. L ’eccellenza dei due istituti nel settore oncologico e neurologico ospitati in un’unica sede, avrà modo di svilupparsi ulteriormente sul piano della ricerca, oltre che richiamare e ospitare pazienti da tutta Europa”.

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