Il cioccolato è un’industria in Italia, con in totale 755 imprese di lavorazione di cacao, cioccolato, caramelle e confetterie, numero che si moltiplica per due volte e mezzo se si considera anche il commercio. In Piemonte di imprese ce ne sono 106, il 14% del totale nazionale, per metà concentrate a Torino e provincia, quasi il 7% dell’intera manifattura italiana del comparto.
Le esportazioni italiane di cacao, cioccolato, caramelle e confetterie, secondo le elaborazioni curate dalla Camera di commercio di Torino, hanno raggiunto i 2,4 miliardi di euro nei primi 9 mesi del 2025, in crescita del 93,2% nei confronti dello stesso periodo del 2020. Anche rispetto al 2024, le vendite all’estero di cioccolato e altre preparazioni alimentari contenenti cacao crescono di oltre il 20%.
Nel 2024 (ultimo dato disponibile), le famiglie italiane hanno speso in media 23 euro al mese per zucchero, prodotti dolciari e dessert (il 4,7% delle spese alimentari), di cui 6,85 euro nella sola categoria del cioccolato, cacao e prodotti alimentari a base di cacao. Il dato è in crescita rispetto al 2022, quando la spesa media famigliare complessiva per questa categoria era pari a 20,95 euro, di cui 6,19 per prodotti in cioccolato.
I dati sono stati illustrati in occasione della presentazione dell’edizione 2026 di Cioccolatò, storica manifestazione dedicata ai grandi produttori di cioccolato italiani e piemontesi e agli artigiano. La kermesse si svolgerà dal 13 al 17 febbraio nel cuore di Piazza Vittorio, nel centro della città, e lo spazio della Casa del cioccolato ospiterà 30 appuntamenti dedicati a degustazioni, show-cooking, incontri tematici e assaggi.
In questo contesto, Torino si candida ad essere il polo di riferimento italiano della filiera del cioccolato, con un evento che vuol essere un vero e proprio hub strategico capace di far dialogare l’intero ecosistema produttivo. La novità dell’edizione 2026 è la nascita dell’Area B2B, uno spazio esclusivo dove produttori e buyer nazionali e internazionali potranno incontrarsi per stringere nuovi accordi commerciali.










