Storie Web venerdì, Febbraio 6
Cinque Minuti, Bruno Vespa il punto sulla sicurezza con Matteo Piantedosi

Fermo preventivo.  “In quali circostanze saranno fermate e trattenute le persone sospette, fino a un massimo di 12 ore, prima delle manifestazioni pubbloche?” chiede Bruno Vespa al ministro durante la puntata “Cinque minuti” in onda questa sera su Rai. Saranno condizioni tassative preventive – risponde il ministro- previste dalla legge in relazione alla possibilità che possa sussistere un pericolo per l’orine pubblico, desumibile dai precedenti della persona o nel caso siano in possesso di oggetti atti ad offendere”.

‘Scudo penale’. “Sarà previsto un ‘terzo genere’ tra la mancata iscrizione nel registro degli indagati e l’indagato, un registro a parte in cui le persone verranno annotate non assumeranno la qualità di ‘indagato’ – che troppe volte è stata vista come infamante, soprattutto per gli appartenenti alle forze di polizia – e potranno avere tutti i benefici, ivi compreso quello della tutela legale”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a. “Gli appartenenti alle forze di polizia, ma non solo, tutti i cittadini, potranno beneficiare della ‘non iscrizione’ se è evidente, a discrezionalità del giudice, che esiste una causa di giustificazione”, aggiunge.

Sgomberi. Con il ddl la rapidità per attivare le procedure di sgombero “viene estesa anche alle seconde case”. Il ministro ha spiegato che sugli sgomberi non saranno fatti sconti neanche a Casa Pound, “nella maniera più assoluta”.

Coltelli. Sanzioni per i genitori dei ragazzini che portano coltelli. “Vengono inasprite le norme sul porto di coltelli e di armi atte ad offendere. Nel caso di porto e di reato da parte di minori vengono sanzionati i genitori.”

Immigrazione. Il cosiddetto ‘blocco navale’ “è una norma che noi intendiamo mettere in un disegno di legge che andrà la prossima settimana, per omogeneità di materia con la materia dell’immigrazione, un terzo intervento che porteremo anche per dare attuazione ai nuovi regolamenti europei”. I possibili casi di applicazione? “Quando ci saranno pericoli per la sicurezza nazionale, derivabili da condizioni di particolare pressione migratoria, o da pericolo terroristico, ad esempio – spiega il ministro -; e sarà prevista la possibilità di portare queste persone in Centri in Paesi terzi sicuri con cui saranno stipulati accordi” (ad esempio, anche quelli in Albania). In ogni caso, ha ricordato Piantedosi, “la valutazione dovrà passare in Consiglio dei ministri, dovrà essere certificata la condizione di particolare pressione migratoria o l’incidenza sulla sicurezza nazionale per una serie di fattori”.

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