Storie Web venerdì, Ottobre 16

Più pubblico, ma anche più pubblicità. Per il cinema il 2026 va prefigurandosi come un anno all’insegna della crescita. E con grandi prospettive anche per gli investitori pubblicitari. È questo il messaggio di fondo che emerge dalla ricerca “Il cinema lascia il segno”, presentata ieri a Milano da Havas Media Network e Fcp Associnema.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Da gennaio ad agosto 2026 le sale italiane hanno registrato 57 milioni di presenze: il 39% in più rispetto allo stesso periodo del 2025 e un livello vicino alla media pre-pandemica (2017-19) pari a 58,3 milioni. La ripresa si riflette sulla raccolta: gli investimenti pubblicitari al cinema hanno raggiunto 10,2 milioni, contro i 6,1 dei primi otto mesi dell’anno scorso. La crescita è del 68 per cento.

I margini di miglioramento non mancano: riferendosi al 2025 la raccolta in Italia per il mezzo Cinema (di poco superiore ai 15,3 milioni, stando ai dati Nielsen) è ben lontana dai 140 milioni in Uk o dai circa 60 in Germania.

Al di là dei contorni quantitativi, un obiettivo della ricerca era anche misurare che cosa resta di uno spot visto in sala e come reagisce il pubblico. Il confronto è stato costruito su 581 interviste a spettatori al cinema e 861 a telespettatori.

Il dato più netto riguarda la memoria: l’indice di ricordo dell’advertising al cinema è 275, con la televisione posta a 100. Tre giorni dopo la visione, il divario resta: l’indice delle sale cresce a 300.

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