Storie Web venerdì, Settembre 4

La parte più incoraggiante arriva dalla sala. Gli incassi dei film italiani raggiungono 180 milioni di euro, tornando per la prima volta sui livelli pre-Covid del 2019. Ma il recupero resta incompleto: nel 2025 sono usciti più film e gli spettatori sono stati 24,6 milioni, contro i 28,1 milioni del 2019. Il botteghino ritrova dunque il valore economico di prima della pandemia, non ancora la stessa base di pubblico.

C’è poi un’Italia che continua a funzionare come piattaforma produttiva internazionale. Nel 2025 le domande di tax credit internazionale per il cinema sono salite a 36, più del doppio delle 13 del 2024, per 198 milioni di euro; per tv e web sono state 26, per quasi 105 milioni. Sul territorio italiano sono partite 235 produzioni, contro le 215 del 2024, per quasi 1.600 settimane di riprese e circa 18mila addetti coinvolti, duemila in più sull’anno precedente.

Anche qui, c’è un numero significativo da considerare, emerso nel corso di un convegno, sempre nell’ambito della Mostra di Venezia, promosso dall’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, dal Dipartimento per le Attività Culturali e dalla Dgca del Mic: gli investimenti attivati attraverso il Tax Credit Internazionale tra il 2016 e il 2025 che hanno sfiorato 2 miliardi di euro per il cinema e 1,3 miliardi per l’audiovisivo.

In questo quadro si inserisce il dato sul tax credit, in generale, anticipato dal sottosegretario al Mic Lucia Borgonzoni. «I dati del 2026 parlano chiaro, le risorse complessivamente sbloccate quest’anno a sostegno del cinema e dell’audiovisivo hanno raggiunto circa 750,3 milioni di euro, tra tax credit e ulteriori strumenti di sostegno».

La questione diventa allora come finanziare il prossimo salto: «Stiamo lavorando – chiosa il sottosegretario – con il Credito Sportivo e Culturale per affiancare agli strumenti già esistenti altri innovativi, nell’ottica di supportare le imprese culturali».

Condividere.