SI è aperta stamani nella ‘Sala Rossa’ dell’Agenzia di Pollenzo la camera ardente per Carlo Petrini, il fondatore di Slow Food e Terra Madre morto il 21maggio a Bra (Cuneo) a 76 anni. Il flusso di persone è continuo. “Ciao Carlin – Ti vogliamo bene. Le tue idee ci guideranno” è quanto si legge sul manifesto con il saluto di Slow Food e Università di Pollenzo e l’annuncio della sorella Chiara.
In ‘Sala Rossa’ sono arrivati, fra gli altri, padre Enzo Bianchi, fondatore della comunità di Bose, amico di lunga data, l’imprenditore Oscar Farinetti, Giuseppe Lavazza, vicepresidente della Lavazza.
La camera ardente è aperta oggi fino alle 19 di oggi e, ancora, domenica 24 maggio, dalle 9 alle 19, con una pausa dalle 11.30 alle 14 per la cerimonia di commemorazione, che si terrà nel quadrilatero dell’Agenzia
In ricordo di Petrini donazioni per Orti in Africa e borse di studio
Donazioni da destinare a due dei progetti simbolo dell’eredità di Carlo Petrini. Questo l’invito che i familiari, Slow Food e l’università di Pollenzo rivolgono a chi intende onorare “con un gesto concreto” la memoria di ‘Carlin’.
Le somme raccolte andranno a finanziare il progetto Orti in Africa e borse di studio per gli studenti della facoltà di scienze gastronomiche.
“L’eredità di Petrini – spiega una nota – assume oggi una nuova dimensione che travalica confini geografici e idee politiche, guardando al futuro di chi più ha bisogno di essere sostenuto. Questa consapevolezza ha guidato Carlo per tutta la vita. Da questa visione è nato il progetto degli Orti in Africa: un modo per rivendicare il diritto delle comunità di riprendere il controllo sulla produzione del proprio cibo, tutelare la biodiversità locale e costruire sistemi alimentari giusti e resilienti, fondati sulla cultura e sulla cura. Dal 2011 questa iniziativa ha sostenuto migliaia di orti scolastici e comunitari in tutto il continente, coinvolgendo oltre mezzo milione di persone e ampliando l’accesso a cibo fresco e sano per intere comunità”. “Carlo – prosegue il comunicato – credeva profondamente anche nel potere dell’educazione di trasformare il futuro. Ha lavorato instancabilmente per aprire le porte dell’università di Pollenzo agli studenti africani, aiutando a formare una nuova generazione di leader pronti a ripensare i sistemi alimentari con responsabilità, curiosità e rispetto per la diversità culturale e biologica. Attraverso le borse di studio, giovani di talento hanno la possibilità di formarsi, crescere e riportare il cambiamento nelle proprie comunità”.
