Storie Web mercoledì, Febbraio 4
ChatGPT rallenta, Gemini e Grok accelerano. Il mercato degli LLM cresce ma Sam Altman non è più solo

ChatGPT perde terreno. Ora lo dicono anche i numeri. I nuovi dati pubblicati da Big Technology, basati sulle rilevazioni di Apptopia, società di analisi dei dati specializzata nel mercato delle app, raccontano un mercato dell’intelligenza artificiale generativa che cresce velocemente ma diventa sempre più affollato. Negli Stati Uniti, sul mobile, OpenAI con ChatGPT è passata in dodici mesi da una quota del 69% degli utenti giornalieri al 45%. È ancora prima. Ma non è più sola. Questo vuole dire che la leadership di OpenAI si sta accorciando. Non crolla, ma si assottiglia. Merito delle nuove versioni di Gemini (Goole) e Claude (Anthropic) che stanno ottenendo ottime prestazioni non solo nei benchmark. E dal sorprendente exploit di Grok.

Nello stesso periodo infatti Google con Gemini è salita dal 14% al 25%. xAI, con Grok, è passata dall’1,6% a oltre il 15%. Il dato chiave però è un altro: il mercato complessivo delle app di AI conversazionale è cresciuto del 152% in un anno. Non è una torta che si divide. È una torta che lievita.

Sul web la storia è simile. ChatGPT aumenta i volumi, da 3,8 a 5,7 miliardi di visite mensili. Gemini però accelera molto di più: da 267 milioni a circa 2 miliardi. Il distacco resta, ma la velocità di chi insegue è superiore. In economia è sempre un segnale da prendere sul serio.

Qui entra in gioco la tecnologia. E soprattutto la distinzione che oggi conta davvero: intelligenza artificiale generativa contro AI agent.

La generative AI è il motore che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi due anni. Funziona come una macchina tipografica iper-veloce. Inserisci una richiesta, ottieni un testo, un’immagine, una riga di codice. È brillante, creativa, impressionante. Ma resta reattiva. Risponde. Non agisce. È un cervello senza braccia.

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