Storie Web domenica, Agosto 30

Una società può quotarsi con dimensioni contenute e poi utilizzare il mercato per raccogliere il nuovo capitale, finanziare acquisizioni, aggregare concorrenti, aumentare il flottante e crescere fino al mercato principale. Anche il translisting non è un semplice adempimento tecnico. Può richiedere il nuovo flottante e investitori capaci di accompagnare l’operazione. Un partner istituzionale come Cdp attraverso il meccanismo indiretto previsto dalla legge, può favorire un ecosistema capace di accompagnare le società Egm nella crescita attraverso il mercato.

Però se non si parte..

Le società con capitalizzazione inferiore al miliardo rappresentano circa l’80% delle società quotate, ma appena il 3% della capitalizzazione totale. Non è quindi un problema circoscritto all’Egm. Ma uno degli squilibri strutturali del nostro mercato. Da qui l’interesse per iniziative come l’indice Intermonte Valore Italia, che riunisce cento società quotate con capitalizzazione inferiore al miliardo. E’ significativo che la selezione non consideri soltanto la dimensione ma anche liquidità, il flottante, la governance, la copertura degli analisti e la sostenibilità finanziaria. La dimensione di un’impresa non coincide necessariamente con la sua investibilità.

C’è anche il problema della ricerca

Sull’Egm quasi due terzi delle società risultano coperte da un solo analista, spesso non indipendente, e soltanto una quota molto limitata dispone di una copertura superiore a tre analisti. Il problema delle Pmi dunque non finisce quando suona la campanella dell’Ipo. In un certo senso comincia proprio allora. Senza ricerca indipendente non c’è sufficiente visibilità e senza visibilità diminuisce l’interesse degli investitori, senza investitori diminuiscono gli scambi e la liquidità e senza un mercato secondario sufficientemente profondo diventa più difficile costruire anche un mercato primario efficiente.

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