Storie Web lunedì, Ottobre 5

Fratelli d’Italia chiede al Movimento 5 Stelle di sostituire il senatore Roberto Scarpinato nella commissione parlamentare Antimafia. La richiesta è contenuta in una lettera firmata dai capigruppo di FdI al Senato e alla Camera, Lucio Malan e Galeazzo Bignami. È indirizzata ai capigruppo pentastellati Luca Pirondini e Riccardo Ricciardi e inviata per conoscenza alla presidente della commissione, Chiara Colosimo, e a tutti i componenti.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Le stragi del 1992

All’origine del caso c’è il decreto con cui il gip di Caltanissetta Santi Bologna ha archiviato, su richiesta della Procura, il filone d’indagine contro ignoti sulle stragi del 1992 legato al dossier mafia-appalti. Nello stesso decreto il giudice chiude per prescrizione il procedimento per favoreggiamento aggravato a carico degli ex pm Gioacchino Natoli e Giuseppe Pignatone.

Su Scarpinato, ex magistrato e oggi senatore M5s, il gip si sofferma per una telefonata con Natoli, suo ex collega, avvenuta prima dell’audizione di quest’ultimo a Palazzo San Macuto. «Quello che qui è doveroso segnalare è l’attività depistante posta in essere dal senatore Scarpinato nei confronti del dottor Natoli», scrive Bologna.

FdI: inquinamento a sé favorevole

Malan e Bignami richiamano quel passaggio e citano dal decreto anche un’«attività di inquinamento» realizzata «in senso a sé favorevole». Secondo i due esponenti di FdI è «del tutto evidente l’impossibilità di lavorare con serenità, oltre che di tutelare la piena attendibilità istituzionale» della commissione se tra i componenti siede chi «un giudice della Repubblica ha indicato come autore di un’attività depistante proprio sui fatti che la commissione indaga».

Da qui la richiesta di «sostituire il senatore con un altro esponente del vostro gruppo». «Avete sempre dichiarato rispetto per le parole dei magistrati impegnati nella lotta alla mafia. Questa è l’occasione per dimostrarlo coi fatti», concludono. Già ieri il vicepresidente della commissione, Mauro D’Attis (Fi), aveva definito «inquietante» il comportamento del senatore.

Condividere.