
All’indomani dell’uscita di Dario Vitale da Versace, dopo aver firmato solo una collezione, giunge la notizia dell’addio di Norbert Stumpfl a Brioni, marchio del gruppo Kering del quale era direttore creativo da sette anni. Stumpfl, nato in Austria 48 anni fa, aveva precedentemente guidato il menswear di Lanvin e Balenciaga.
Aveva preso la guida di Brioni nel 2018, dopo l’uscita di Justin O’Shea appena sei mesi dopo la sua nomina, che era stato l’ultimo di una sequenza piuttosto lunga di direttori creativi: Brioni ne aveva cambiati quattro in cinque anni, in cerca di un reale rilancio che era arrivato, poi, con Stumpfl.
Pochi giorni fa, Brioni aveva celebrato a Roma gli 80 anni della sua fondazione, per merito di Nazareno Fonticoli, sarto abruzzese che nella Roma del Dopoguerra aveva intuito le potenzialità delle creazioni sartoriali da uomo, apprezzate particolarmente dal mercato statunitense.
«Il nostro viaggio continua e la maison continuerà a consolidare la propria tradizione – perfezione artigianale, materiali eccezionali e innovazione nelle tecniche sartoriali – per creare veri e propri capolavori, dall’abbigliamento formale al tempo libero e agli accessori – ha detto in una nota Federico Arrigoni, ceo di Brioni – . Brioni porta avanti la sua missione di definire i codici contemporanei dell’eleganza italiana, elevando al contempo la sua maestria nell’alta sartoria e nell’artigianato su misura per coloro che guidano e accettano solo l’eccezionale».
Le maison del gruppo Kering sono oggetto di una profonda revisione, secondo la strategia di rilancio del ceo Luca de Meo, che da settembre guida il gruppo al posto di François Pinault.












