Storie Web sabato, Gennaio 17
Cam congela l’attività: nuova tranche di uscite

«Nei prossimi mesi porteremo avanti solo l’attività commerciale, dobbiamo diventare piccoli. Non lasceremo il mercato, ma resteremo solo con una trentina di addetti». A parlare è Gianfranco Rho, presidente della Cam, storica azienda della Bergamasca conosciuta per lo slogan «Cam – Il mondo del bambino».

Nata nel 1969 l’azienda attraversa oggi una crisi profonda. Dopo il picco di fatturato raggiunto nel 2008 con 60 milioni di ricavi annui, gli anni successivi sono sempre stati in calo fino ai 23 milioni di fatturato del 2024. Nel 2008 l’azienda aveva 320 addetti, nel 2024 sono diventati 140 e con le ultime due procedure di riduzione del personale (a febbraio e a luglio 2025) ne sono rimasti solo 80. «Abbiamo già avviato una nuova trattativa che partirà la prossima primavera, per arrivare ad ulteriori 50 uscite. Il bilancio è in rosso e la produzione è ridotta all’osso, questa è l’unica strada per gestire l’esubero della forza lavoro», fa sapere la figlia del presidente, Monica Rho, responsabile marketing di Cam.

I titolari ripercorrono le tappe degli ultimi anni: «Il mercato dopo il Covid è cambiato profondamente – racconta Monica Rho – e si è aperto ai mercati dell’Est Europa, ma soprattutto alla Cina che sta invadendo il mercato europeo. Arrivano con i loro marchi, più competitivi e l’offerta diventa così molto superiore alla domanda. A causa dei dazi Usa, inoltre, tutta la merce cinese che prima andava oltreoceano sta per essere dirottata in Europa. Il costo della manodopera e gli aiuti del governo cinese rendono la concorrenza sleale. E senza aiuti o interventi statali siamo in ginocchio». Il presidente però non vuole sentir parlare di chiusura: «Resteremo in stand by, in attesa che arrivi qualche commessa dall’estero o che si risveglino le nascite».

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