Storie Web domenica, Maggio 31

Ci sono minacce indirizzate anche alla premier Giorgia Meloni, oltre che a don Patriciello e alla vittima, nella lettera lasciata davanti all’abitazione di Adriano Cappellari, il cronista di Enego (Vicenza) oggetto di un attentato incendiario la scorsa notte. Cappellari aveva già ricevuto lettere anonime simili contenenti minacce e inviti a interrompere la sua attività, alcune accompagnate da fotografie e riferimenti diretti ai suoi articoli e ai soggetti raccontati, con accuse a Meloni e Patriciello. Ignoti hanno lanciato una o più bottiglie incendiare contro la casa, lasciando anche delle bombole di gas.

“Voglio esprimere tutta la mia vicinanza ad Adriano Cappellari, oggetto questa notte di un gravissimo attentato incendiario nella sua abitazione a Enego. Minacciare un cronista che sceglie di fare luce su realtà difficili come quella di Caivano e sul prezioso impegno di chi, come don Maurizio Patriciello, è in prima linea al servizio della propria comunità, è inaccettabile e rappresenta un attacco irricevibile alla libertà di stampa e informazione”. Queste le parole della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. «Sono certa che Adriano Cappellari non si farà intimidire e che continuerà a portare avanti il suo lavoro, come ha fatto finora. L’Italia ha bisogno di giovani coraggiosi come lui, che non hanno paura di denunciare e di documentare ciò che non funziona, per tentare di cambiarlo e rendere la nostra società più giusta e forte. Un abbraccio ad Adriano, alla sua famiglia e ai suoi colleghi della redazione de ”L’Altopiano”».

Fontana: vile intimidazione, solidarietà a Cappellari

“Esprimo la mia solidarietà al cronista vicentino Adriano Cappellari, bersaglio di un altro grave e vile atto intimidatorio. Colpire un giornalista per il suo lavoro significa colpire la libertà di informazione, presidio essenziale della democrazia. A Cappellari e alla sua famiglia giunga la mia vicinanza, insieme all’incoraggiamento a proseguire la propria attività raccontando la verità dei fatti”. Così il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana. “Colpire chi informa significa attaccare la libertà di stampa, pilastro della nostra democrazia. Le gravi intimidazioni subìte dal giornalista Adriano Cappellari sono intollerabili, incompatibili con la democrazia. Di fronte a chi vuole diffondere paura, lo Stato non farà un solo passo indietro e metterà in campo tutti gli strumenti per individuare con rapidità i responsabili senza sottovalutazioni o ritardi. A lui, alla sua famiglia e ai suoi colleghi, va la totale solidarietà. La stessa che ribadiamo a don Maurizio Patriciello, instancabile e coraggioso uomo di pace, e alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, anch’essi bersaglio di deliranti minacce”. Così Paolo Emilio Russo, deputato e responsabile per i rapporti con la stampa nazionale di Forza Italia, in una nota.

Giuli: lo Stato non arretra

“La mia più ferma condanna per il grave atto intimidatorio compiuto ai danni del giornalista Adriano Cappellari. La libertà di stampa rappresenta uno dei pilastri della nostra democrazia e ogni minaccia rivolta a un cronista costituisce un attacco al diritto dei cittadini a essere informati”, sottolinea il ministro della Cultura Alessandro Giuli. “Rivolgo a Cappellari la mia piena solidarietà, insieme a quella del Ministero della Cultura. Esprimo inoltre la mia vicinanza a don Maurizio Patriciello, da anni impegnato con coraggio nella difesa della legalità, e alpPresidente del Consiglio Giorgia Meloni, anche loro oggetto di minacce. Di fronte a episodi di tale gravità è necessario ribadire con fermezza che lo Stato non arretra davanti a chi tenta di diffondere paura e violenza. A quanti operano ogni giorno per affermare la verità, la legalità e il rispetto delle regole deve giungere il sostegno unanime delle istituzioni”.

Zaia: un atto vile e gravissimo

“Esprimo piena solidarietà e vicinanza ad Adriano Cappellari, giovane giornalista vicentino, la cui abitazione a Enego è stata colpita nella notte da un grave attentato incendiario. Colpire la casa di un giornalista è un fatto inquietante e inaccettabile. Nessuna intimidazione contro chi informa e denuncia può essere sottovalutata”. Lo dichiara in una nota il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia. “Il quadro che emerge è particolarmente preoccupante – prosegue -. Si tratta di fatti di estrema gravità che richiedono attenzione e una risposta ferma. Quando si minaccia un cronista per ciò che scrive e si arriva a colpire la sua abitazione, non è in gioco soltanto la sicurezza di una persona, ma anche la libertà di stampa e il diritto dei cittadini a essere informati. Rinnovo ad Adriano Cappellari la mia vicinanza e quella dell’intero Consiglio Regionale del Veneto. Il suo impegno nel raccontare realtà difficili non può diventare motivo di isolamento o di esposizione personale. Al contrario, deve rafforzare il sostegno di tutte le istituzioni a chi svolge il proprio lavoro con responsabilità e coraggio. Mi auguro che le indagini facciano piena luce sull’accaduto nel più breve tempo possibile – conclude Zaia -. Ringrazio i Carabinieri e i Vigili del fuoco intervenuti sul posto. Ad Adriano Cappellari dico con chiarezza: non sei solo”.

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