Dopo anni di preparativi il progetto Fcas, il programma che coinvolge Francia, Germania e Spagna per i caccia di sesta generazione, è giunto ai titoli di coda. Secondo fonti governative tedesche, infatti, il cancelliere tedesco Friedrich Merz (Cdu) e il presidente francese Emmanuel Macron sono giunti alla conclusione che le aziende Dassault e Airbus non riescono a trovare un accordo sulla costruzione di un aereo da combattimento congiunto. Venerdì i due leader hanno partecipato al vertice tra Ue e Balcani in Montenegro. È stata quella l’occasione di fare il punto, a questo punto definitivo, sul dossier. Macron e Merz hanno concordato sul fatto che i paesi coinvolti nel progetto noto come Future Combat Air System (o Scaf, “Système de combat aérien du futur”) continueranno a sviluppare un sistema di droni e una rete di dati correlati.
In realtà che il progetto fosse sull’orlo del collasso non è propriamente una novità. Da mesi il Fcas era in una fase di stallo, a causa dei conflitti industriali irrisolti tra Airbus Defence e Dassault. Queste tensioni hanno impedito il passaggio alla fase successiva dello sviluppo. Il programma è rimasto bloccato nella fase degli studi tecnologici.
Il naufragio del Future Combat Air System
Lanciato nel 2017 da Emmanuel Macron e Angela Merkel per rafforzare la difesa europea, con un costo stimato che si aggira sui cento miliardi di euro, nel 2019 ha registrato l’ingresso in squadra della Spagna. Poi si è fermato a più riprese a causa di controversie nella pianificazione e nella progettualità tra il costruttore francese Dassault e il gruppo Airbus, che rappresenta gli interessi tedeschi e spagnoli. Da ufficioso, ora lo stop definitivo diventa “ufficiale”. Se realizzato, il Fcas sarebbe stato un “sistema di sistemi” in cui un caccia pilotato avrebbe operato con la copertura di sciami di droni e un cloud di combattimento.
… e le incertezze sul Gcap che coinvolge Italia, Regno Unito e Giappone
Per un progetto europeo sul caccia di sesta generazione che si chiude, un altro vive giorni di incertezza. È il caso del Gcap (Global Combat Air Programme), il programma che vede in campo Regno Unito, Italia e Giappone. È sviluppato dalla joint venture Edgewing tra BAE Systems, Leonardo e Japan Aircraft Industrial Enhancement Co. Ltd. Il 30 giugno scadrà il contratto ponte da 686 milioni di sterline assegnato ad aprile dall’Agenzia Gcap a Edgewing, la joint venture industriale creata per guidare progettazione e sviluppo del velivolo. Questo contratto ponte finanzia attività chiave di progettazione e ingegneria.
Entro quella data il Ministero della Difesa britannico deve approvare il Defence Investment Plan, documento di programmazione della spesa che autorizza i fondi pluriennali per il Gcap. BAE Systems ha avvertito che se il via libera al DIP non arriva entro la fine del mese, più di 4.000 ingegneri e tecnici — di cui circa 3.000 italiani presso i siti Leonardo di Torino, Roma e altre sedi — rischiano di essere assegnati ad altri programmi. Secondo fonti vicine al dossier, alla fine il via libera al piano da parte del Regno Unito arriverà in tempo.