Storie Web sabato, Marzo 29
Notiziario

Il collegio dei giudici della Prima sezione della Corte Suprema brasiliana ha accolto all’unanimità la denuncia della Procura generale sul tentato golpe del 2023, secondo l’accusa favorito dall’ex presidente Bolsonaro per il sostegno espresso, direttamente e indirettamente, ai protagonisti dell’assalto ai palazzi del potere di Brasilia. Di conseguenza, l’ex presidente e altri sette fedelissimi risultano ora imputati nel processo che si celebrerà nei prossimi mesi. Tra i suoi collaboratori che andranno a processo, gli ex ministri Augusto Heleno (Sicurezza istituzionale), Paulo Sérgio Nogueira (Difesa) e Anderson Torres (Giustizia).

In sostanza, i magistrati hanno deciso di dar seguito alle accuse della Procura con un processo penale in cui Bolsonaro figurerà come imputato insieme ai presunti complici del suo cerchio magico nel tentativo di rovesciare il presidente Lula, appena insediatosi.

L’ex presidente ha seguito l’udienza dall’ufficio del figlio Flavio Bolsonaro, al Senato. Ieri, il capo di Stato di estrema destra si era presentato in tribunale a sorpresa, sedendosi in prima fila. La denuncia della Procura generale brasiliana per tentato golpe è “politica” e quello che si tenta di celebrare “è un processo politico”, come ha detto uno dei legali di Bolsonaro, l’avvocato ed ex ministro Fabio Wajngarten.

La procedura è iniziata ieri con una doppia sessione. Gli osservatori avevano descritto la giornata di oggi come il giorno della verità per l’ex capo di Stato. All’inizio della seduta, il relatore, Alexandre de Moraes, ha presentato il suo voto sulla richiesta della Procura generale. Dopo di lui, hanno votato gli altri giudici: Flávio Dino, Luiz Fux, Cármen Lúcia e Cristiano Zanin.

La difesa dell’ex presidente: “Hanno fretta per impedirmi di candidarmi nel 2026”

Hanno fretta. Hanno fretta. Il caso contro di me procede a una velocità 14 volte superiore a quella” dell’inchiesta del “Mensalão e almeno 10 volte superiore a quella di Lula in Lava Jato” ha scritto l’ex presidente Bolsonaro sui social, commentando il giudizio della Corte Suprema. “Il motivo? Non cercano nemmeno più di nasconderlo – afferma Bolsonaro -. La stessa stampa riporta apertamente e senza mezzi termini che la motivazione non è legale, ma politica: il tribunale sta cercando di impedirmi di candidarmi alle elezioni” del 2026 “in quanto sa che, in una competizione leale, non c’è nessun candidato in grado di battermi”.

Condividere.
© 2025 Mahalsa Italia. Tutti i diritti riservati.