Storie Web martedì, Marzo 17

Il mondo è tornato a essere una polveriera e dal 2022, con l’invasione russa in Ucraina, sono aumentati i conflitti che coinvolgono, direttamente o indirettamente, le nazioni occidentali.

I balzi delle azioni

In Borsa, le azioni delle società che operano nell’ambito della difesa, dai costruttori di aerei alle aziende tecnologiche che si occupano di cybersicurezza, hanno registrato balzi notevoli.

Negli ultimi cinque anni, l’indice azionario globale Msci aerospazio e difesa ha guadagnato il 195% (quindi è quasi triplicato), contro l’83% dell’Msci di tutte le azioni; nell’ultimo anno il confronto è +38% contro +12% e da gennaio +12% contro +1,1 per cento. Lo stacco fa sì che gli investitori siano allettati a investirci, anche considerato che il tema della difesa è diventato prioritario nelle agende dei Governi di tutto il mondo. I ricavi delle società coinvolte, quindi, godono di prospettive favorevoli.

CHI GIOCA IN DIFESA

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I prodotti specializzati

Dal 2023 sono nati 19 nuovi Etf disponibili ai risparmiatori italiani. Gli Etf sono fondi quotati in Borsa (Exchange traded fund), che possono essere acquistati e venduti con facilità; che permettono di investire – in questo caso – sull’andamento del settore della difesa o di un sottoinsieme di titoli, con il beneficio della diversificazione anche con un investimento minimo. I prodotti arrivati sul mercato si dividono tra quelli esposti ai colossi globali, che beneficiano di budget militari elevati, a quelli focalizzati sulle società europee, spinte dall’aumento delle spese concordate nella Nato, a quelli che investono nelle aziende della guerra elettronica (droni, cybersecurity, intelligenza artificiale) o ancora in quelli che intercettano tendenze gepolitiche come il rafforzamento militare nell’area dell’Indo-Pacifico. Gli Etf, poi, hanno costi più contenuti dei fondi tradizionali gestiti da professionisti che scelgono i titoli e copiano, invece, la composizione azionaria di un indice.

Superciclo della difesa

«Negli ultimi tre anni – commenta Lorenzo Demaria, Country manager Italia di justETF – abbiamo assistito a un cambiamento strutturale nel modo in cui il mercato considera il settore della difesa. Non si tratta più di un semplice rally legato alle tensioni geopolitiche del momento, ma dell’emergere di un vero e proprio superciclo della difesa, sostenuto da investimenti pubblici di lungo periodo e da una trasformazione tecnologica profonda. Se in passato un conflitto portava a fiammate speculative di breve durata, oggi siamo di fronte a una trasformazione strutturale decennale».

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