Storie Web martedì, Febbraio 17
Board of Peace, Tajani: «Italia sarà Paese osservatore». Via libera alla risoluzione di maggioranza

Scintille con le opposizioni

Durante la replica del ministro, quindi dopo le comunicazioni sul Board of Peace a Gaza, è partito il botta e risposta. Dai banchi dell’opposizione sono partite le proteste: in particolare quando il vicepremier ha evidenziato di non aver sentito proposte da parte delle minoranze ma solo critiche a Trump. Dal centrosinistra è arrivata l’accusa di aver sottomesso il Paese al presidente statunitense Trump e Tajani ha replicato accusando: «Noi non scodinzolavamo dietro alla Merkel e non scodinzoliamo dietro a Blair». Le contestazioni e le interruzioni sono arrivate tra gli altri da Davide Faraone di Italia viva, Laura Boldrini del Pd e dai parlamentari del M5s. Infine a chi gli chiedeva ’serietà’, Tajani ha replicato: «Serietà e democrazia è far parlare gli altri».

Al termine della replica di Tajani sono state presentate due risoluzioni. Il ministro ha quindi espresso parere favorevole al documento presentato dai gruppi di maggioranza e parere contrario a quello sottoscritto da tutte le opposizioni, compreso il gruppo di Azione.

Schlein al govern0: «Italia cavallo di Troia di Trump»

«Tajani ha detto di non capire cosa c’è da sbraitare – ha detto la segretaria dem Elly Schlein – state cercando di aggirare un divieto costituzionale giocando sulle parole» parlando di ruolo di osservatore. «Si decide se l’Italia accetta di partecipare allo smantellamento del diritto internazionale per sostituirlo con la legge del più forte. Il Board of Peace vuole sostituire le regole decise insieme con i rapporti di forza. Per fortuna c’è la Costituzione italiana, non è un fastidio ma un argine».

«Ministro Tajani – ha aggiunto poi – ci spieghi perché siete unici che partecipano come osservatori. L’alternativa era dire no e tenere la schiena dritta, come hanno fatto gli altri, che non vogliono la pace meno di noi». «Giorgia Meloni non riesce a dire no a Trump, voleva fare la pontiera e la mediatrice si è rivelata spettatrice. La preoccupazione non è fare gli interessi nazionali ma non scontentare Trump». L’Italia è diventata «un cavallo di troia di Trump» e accetta «la privatizzazione delle relazioni internazionali, una concezione proprietaria degli equilibri mondiali, inaccettabile per l’Italia repubblicana».

Il Board of Peace

Il Board of Peace è parte del piano in 20 punti che l’amministrazione Trump propose ad ottobre per porre fine al conflitto a Gaza e la sua esistenza è stata sancita in una risoluzione Onu. Gli Stati membri sono invitati dal tycoon: chi versa subito 1 miliardo di dollari – finora lo hanno promesso solo Usa ed Emirati – avrà un seggio permanente. Gli altri potranno rimanere per soli tre anni e il loro rinnovo sarà a discrezione, sempre di Trump.

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