Nel prossimo bilancio pluriennale Ue (MFF) 2028-2034 i fondi destinati agli Stati membri si ridurranno in media dell’8%, da 759 a 698 miliardi di euro a prezzi costanti. Per l’Italia la riduzione sarà ancora più alta, 12% che tradotto in valore assoluto significa poco più di 10 miliardi (da 82,45 a 72,39 miliardi). In questa classifica dei tagli, contenuta in uno studio interno del Parlamento europeo ottenuto dal Sole 24 Ore, l’Italia è in buona compagnia: sono destinate a perdere il 12% anche la Francia, la Spagna e il Portogallo, in linea con il -11% della Germania. La Polonia resta di gran lunga il primo paese beneficiario, l’unico sopra quota 100 miliardi, grazie ad una riduzione dei finanziamenti dal bilancio europeo di “solo” il 5%.
Italia e Spagna le più penalizzate in termini assoluti
In termini assoluti, Italia e Spagna sono le più penalizzate. Si tratta del primo confronto con un elevato grado di attendibilità e previsione tra la proposta per il nuovo bilancio pluriennale 2028-2034 della Commissione e quello 2021-2027. Tutti gli importi, vecchi e nuovi, sono a prezzi costanti 2025 per rendere più significativo il confronto.
Ma al di là delle cifre complessive per paese, colpiscono i calcoli sulle singole politiche, in particolare agricoltura, coesione e spesa sociale che il regolamento del “fondo unico” in pratica mette in competizione tra loro e con le politiche per migrazioni e sicurezza. «Sia l’agricoltura sia la politica di coesione sono soggette a allocazioni minime» si legge nel documento. «Per molti Stati membri – in particolare quelli più grandi – questi livelli minimi sono significativamente inferiori alle allocazioni del MFF 2021-2027».
In base allo studio dell’Europarlamento, le più penalizzate rischiano di essere la coesione e la spesa sociale. Solo nella migliore delle ipotesi (tutti gli stati membri destinano tutta la quota flessibile alla coesione) alle politiche regionali andrebbe lo stesso importo del bilancio attuale: 364 miliardi contro 362. Nell’ipotesi opposta, la dote della coesione risulterebbe quasi dimezzata, a 194 miliardi di euro. Per l’Italia, che nel 21-27 dispone di 42,1 miliardi per le politiche di coesione regionale, la forchetta è tra 20,2 e 37,8 miliardi: quasi 5 miliardi in meno (a prezzi costanti) anche nel caso migliore. Si tratta, per le regioni, della conferma documentata di una pessima notizia che era nell’aria da tempo.
Lo stesso discorso vale per le politiche sociali che nel bilancio 21-27 sono affidate al Fondo sociale europeo plus (Fse+) con una dote di quasi 96 miliardi mentre nel prossimo non avranno un fondo dedicato ma un obiettivo di spesa “orizzontale” che va da un minimo di 31,8 miliardi ad un massimo di 55,5: il 42% in meno nella migliore delle ipotesi. Va ancora peggio per l’Italia che rispetto ai 15 miliardi del Fse+ avrà per la spesa sociale non più di 5,7 miliardi di euro. Ma potrebbero essere anche molti di meno.







