Storie Web mercoledì, Maggio 13

Il boom del costo dei carburanti nel mese di marzo, il primo coinvolto dagli shock petroliferi per la guerra in Iran, non ha provocato la reazione che ci si sarebbe aspettati alle stazioni di servizio. Il consumo di benzina, infatti, è aumentato in Italia. E neanche di poco: quasi il 10%.

65mila tonnellate di benzina in più

I dati arrivano dal ministero dell’Ambiente. I primi sono quelli relativi ai prezzi della benzina: 1,765 euro al litro durante il mese, cioè il 6,77% in più rispetto a febbraio. Questo, come detto, non ha portato a un calo dei consumi, come raccomandato, in realtà, sia dall’Unione europea che dall’Agenzia internazionale per l’Energia. A marzo sono state consumate 748mila tonnellate di benzina, il 9,5% in più rispetto alle 683mila di febbraio (dato molto vicino anche a marzo 2025).

I motivi

I prezzi riportati sopra tengono conto del taglio alle accise dei carburanti attuato dal governo nella seconda metà di marzo. Proprio l’effetto di quello sconto da 24,4 centesimi al litro, secondo l’Unione energia per la mobilità (Unem), ha «contenuto l’eventuale riduzione delle vendite dovute all’innalzamento dei prezzi e ha anzi incoraggiato anche vendite “transfrontaliere” nelle zone di confine». Non a caso, infatti, i prezzi nella Provincia di Bolzano sono tra i più alti dall’inizio dell’escalation.

Oltre all’intervento fiscale dell’esecutivo, va citato l’aumento delle immatricolazioni di auto ibride, che a marzo hanno raggiunto una quota di mercato superiore al 50%.

Crolla il gasolio su extrarete

Leggermente diversa la situazione del gasolio. Il prezzo, a marzo, è aumentato del 16,85%, arrivando a 1,987 euro al litro, frenando seppur di poco la domanda. Il diesel ha segnato una diminuzione dello 0,5% (-10mila tonnellate), con una crescita del 3,5% sulla rete (+42mila tonnellate) e un crollo del 7,1% sull’extrarete (-63mila tonnellate), cioè venduti al di fuori dei tradizionali distributori stradali

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