Storie Web lunedì, Aprile 7
Notiziario

La vertenza della multinazionale degli elettrodomestici Beko si sta incanalando verso l’accordo quadro, che potrebbe prendere forma già la prossima settimana. L’incontro al Mimit dell’8 aprile tra azienda, sindacati e istituzioni sarà un test importante dell’avanzamento fatto nei giorni scorsi sui capitoli che hanno fatto rallentare il negoziato, anche dopo il forte contenimento degli esuberi rispetto al numero annunciato inizialmente di 1.935. Il primo passo avanti importante è stato l’accordo sulla proprietà del sito di Siena, il secondo, invece, ha riguardato gli incentivi e il loro innalzamento a un livello che per i sindacati comincia ad essere da prendere in considerazione. Vediamo.

Lo snodo di Siena

Per il sito di Siena ci sono importanti avanzamenti verso un piano di possibile reindustrializzazione. Dopo che nei giorni scorsi era stato annunciato dalla stessa Beko il nome dell’advisor che si sarebbe dovuto occupare del piano di reindustrializzazione è stata trovata una soluzione sulla proprietà. La giunta comunale di Siena ha approvato la delibera per l’approvazione del protocollo d’intesa fra l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa spa (Invitalia) e lo stesso Comune di Siena per la promozione e la valorizzazione dell’area industriale (lo stabilimento) in viale Toselli, dove attualmente c’è lo stabilimento di Beko Europe a Siena. «Le parti – si legge nel protocollo – anche in ragione delle istanze formulate dall’amministrazione centrale, intendono impegnarsi, ciascuna per quanto alle proprie competenze, allo scopo di contribuire ad avviare un processo di riconversione industriale funzionale alla tutela delle aree di interesse, ed anche al fine di agevolarne il successivo processo di reindustrializzazione». Per il deputato FdI Francesco Michelotti «l’accordo raggiunto tra Comune di Siena e Invitalia per l’acquisizione del fabbricato industriale di Beko, rappresenta uno strumento specifico e funzionale a velocizzare i tempi della reindustrializzazione. Si tratta di un protocollo d’intesa che dimostra quanto lo Stato e l’amministrazione senese stiano rispondendo con i fatti per risolvere una crisi aziendale gravissima». Superata la questione della proprietà, adesso si potrà cominciare a parlare del progetto che per i sindacati è dirimente, tant’è che nei mesi scorsi hanno sempre detto che senza una soluzione per il sito di Siena di cui era stata annunciata la chiusura non ci sarebbe stato nessun accordo.

Il ritocco degli incentivi

L’altro passo avanti importante è stato il ritocco all’insù degli incentivi che i sindacati fino agli ultimi incontri hanno ritenuto troppo bassi. In una nota Fiom, Fim e Uilm spiegano che c’è un generale impegno a usare strumenti conservativi, tali da escludere i licenziamenti. «Le uscite avverranno solo su base volontaria, o più precisamente non oppositiva – si legge -. Quanto agli incentivi la Direzione di Beko ha formulato una nuova proposta tenendo conto almeno in parte dei rilievi sindacali, alzando gli importi e semplificando lo schema di calcolo, fino a un massimo per gli ultracinquantenni che non agganciano la pensione di 18 mensilità o 85.000 euro. L’azienda ha inoltre confermato l’attribuzione di un nuovo prodotto a Comunanza (entro tre mesi) come da richiesta sindacale». Nell’incontro dell’8 aprile, dati gli sviluppi, ci si aspettano sostanziali passi avanti.

Condividere.
© 2025 Mahalsa Italia. Tutti i diritti riservati.